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INTESA REGIONE-MINISTERO AMMORTIZZATORI SOCIALI: PRIMO PASSO IMPORTANTE

 

 “La firma dell’intesa Regione Basilicata-Ministero del lavoro la Cig in deroga, seppure con qualche ritardo, è un primo passo importante per la fase più specificatamente attuativa dell’intesa Governo-Regioni siglata il 12 febbraio scorso. La formalizzazione dello schema di accordo quadro, in Conferenza Stato-Regioni, e la convenzione permetteranno di entrare nella delicata fase di attuazione, consentendo l’erogazione dei sussidi a tutti quei lavoratori esclusi dalla applicazione ordinaria degli strumenti di integrazione del reddito”. E’ quanto sottolinea la segreteria regionale della Uil.  

Come Uil – aggiunge la segreteria - continuiamo, però, a ritenere che debbano essere privilegiati strumenti ed interventi che mantengano più saldo possibile il legame tra l’impresa ed i lavoratori.  Intendiamo, pertanto, ribadire le nostre proposte di una “moratoria dei licenziamenti” e di un utilizzo più flessibile della Cassa Integrazione Ordinaria (Cigo) e di quella Straordinaria (Cigs).

Un maggiore e più efficace utilizzo della Cigo: la profondità e la gravità della crisi, che colpisce con particolare intensità i settori manifatturieri, rendono necessaria una revisione dei criteri di calcolo della Cigo che ne permetta un utilizzo maggiore e più efficace.

La Cigo è, tra gli ammortizzatori, lo strumento più adatto ad evitare il ricorso ai licenziamenti, garantendo il salario e la professionalità dei lavoratori e salvaguardando le capacità produttive dell’impresa.

In sostanza si tratta, in via sperimentale, di rendere praticabile una diversa modalità di calcolo evitando, come accade con il regime attuale, che il ricorso anche ad una sola giornata di cassa integrazione incida per una intera settimana sulle 52 disponibili.

Sempre in materia di ammortizzatori – a parere della Uil  - va rivista e semplificata la procedura di accesso alla Cassa Integrazione Speciale, il cui utilizzo, anche in via temporanea e sperimentale, andrebbe ampliato e reso più calzante alle tipologie di crisi attuali. Va autorizzato il ricorso alla Cigs anche per ordinari motivi di difficoltà aziendale, dovuti al carattere di imprevedibilità dell’attuale crisi, creando le condizioni, per tutte quelle aziende o settori, che anche in virtù di difficoltà preesistenti, stanno subendo in maniera più pesante gli effetti della crisi economica. Queste aziende stanno esaurendo i periodi di integrazione ordinaria, e vanno messe nelle condizioni di poter ricorrere ad un ulteriore strumento di integrazione al reddito senza dover avviare le procedure di mobilità e messa in libertà dei lavoratori.

La Uil inoltre rilancia la proposta di incentivare una “moratoria dei licenziamenti” attraverso un bonus previdenziale: limitatamente a quei settori per i quali si siano attivati, o si attiveranno, specifici tavoli di confronto con il Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero del Lavoro, occorre prevedere una norma che renda meno oneroso il mantenimento dei livelli occupazionali, con particolare attenzione all’occupazione femminile ed ai contratti a termine in scadenza, evitando il ricorso alle procedure di mobilità ed ai licenziamenti.

Bisognerebbe intervenire, nei confronti di quelle aziende che si impegnano a non licenziare i propri dipendenti per almeno un anno ovvero si impegnano a rinnovare i contratti a termine in scadenza, attraverso una ragionevole riduzione degli oneri previdenziali, il cui minor aggravio andrebbe coperto, in favore dei lavoratori, da una contribuzione figurativa.

Questa misura, se attuata, - a parere della Uil - ha il pregio di mantenere inalterata la retribuzione per i lavoratori garantendo alle aziende minori costi previdenziali che libererebbero risorse finanziarie in grado di alleggerire il peso della crisi da destinare a nuovi investimenti.

D’altro canto l’impegno delle imprese beneficiarie della misura al mantenimento dei livelli occupazionali ed al rinnovo dei contratti a termine, limiterebbe il ricorso agli ammortizzatori, generando un risparmio, sui sussidi e sulla contribuzione figurativa prevista, contribuendo alla sostenibilità dell’incentivo contributivo stesso.

Questo tipo di proposta non comporta una crescita incontrollata del deficit di bilancio, anche in ragione della continuità del gettito fiscale e contributivo, e pertanto richiede soltanto la volontà politica di attuarla.