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UIL BASILICATA: SUL PRECARIATO SERVE UN’ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’ COLLETTIVA

 

Verso chi ha svolto e sta svolgendo da anni servizi essenziali nella Pubblica amministrazione abbiamo il dovere morale di intervenire facendo uscire queste persone da una  condizione di precarietà.

In Basilicata il fenomeno del precariato è ancora molto esteso e radicato, malgrado gli incentivi statali e regionali che sono stati introdotti. Solo poche amministrazioni si sono distinte dando corso alle disposizioni della Finanziaria 2007, come il Comune di Potenza, la Provincia di Potenza, qualche comune più piccolo (per esempio Sasso di Castalda) e le ex Aziende Sanitarie ecc.

Presso la Regione Basilicata opera un precariato estremamente articolato, le cui dimensioni sono ancora non del tutto conosciute. Quelli in possesso dei requisiti di legge (finanziaria 2007) sono poche decine (e non si capisce come mai almeno a queste non è stata data una soluzione), ma qualche centinaia sono quelli che vantano il titolo di precario e che sono serviti comunque a far fronte alla carenza di organico della Regione.

Il facile moralismo che si sta facendo in questi giorni intorno a questa vicenda non rende giustizia ad una realtà che c’è e che non si può far finta che non esista e che certamente non ha creato il sindacato lucano. Perciò, più che offendere la dignità delle persone definendole nei modi più disparati, bisogna avere il coraggio di assumersi le responsabilità di fronte ad un’emergenza sociale di queste dimensioni e non fare la politica dello struzzo.

Perciò la UIL di Basilicata chiede alla Regione di stabilizzare intanto quei lavoratori precari in possesso dei requisiti  della Finanziaria 2007 (tre anni di contratti precari direttamente con l’Ente, maturati alla data del 28 settembre 2009). La maggior parte di questi lavoratori, tra l’altro, ha già superato una prova concorsuale, così come la legislazione italiana prevede per poter accedere alla Pubblica Amministrazione.

Sui restanti lavoratori precari, il sindacato intende offrire un’ulteriore opportunità attraverso un “tempo determinato”, con l’accesso anche all’esterno e che non c’entra nulla con la stabilizzazione.

Il precariato, però, è una piaga sociale che va estirpata, a partire dalla Pubblica amministrazione perché solo chiudendo questo doloroso e per certi versi imbarazzante capitolo si può tornare definitivamente alla sana regola dei concorsi pubblici che, ad onor del vero, la Regione Basilicata ha previsto in un numero rilevante nel piano occupazionale 2008/2010, anche grazie al contributo del sindacato.

Non si chiude perciò la porta a nessuno; si cerca solamente di assumersi le responsabilità avendo la consapevolezza  che, se è una necessità avere nella Pubblica Amministrazione le eccellenze e i giovani laureati, il dramma della disoccupazione che cresce nella nostra regione non si risolve solo con il posto fisso nell’ente pubblico.

 

Potenza, 14 luglio 2009 

                                                                                             La UIL di Basilicata