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UNO SCIOPERO STRUMENTALE, INUTILE, ANZI DANNOSO

 

Quello indetto dalla FIOM CGIL per il prossimo 9 ottobre è uno sciopero strumentale, inutile, anzi dannoso. Esso serve solo a generare confusione senza affrontare nessuno dei problemi prodotti da questa crisi economica e finanziaria invasiva e lacerante.

Di più. Esso è uno sciopero disfattista e irresponsabile, che semina falsità e veleni contro la linea sindacale di FIM e UILM, colpevoli di sforzarsi di tutelare i salari attraverso il rinnovo del CCNL di categoria.

Solo una grande dose di malafede può affermare che la riforma del nuovo modello contrattuale distrugge il CCNL nazionale. In realtà esso viene rafforzato sul piano economico sostituendo la vecchia inflazione programmata con un indice di misurazione del costo della vita, imparziale e adottato a livello europeo. Stabilisce, inoltre, tassativamente che gli incrementi contrattuali negoziati devono essere esigibili immediatamente dopo la scadenza, rafforza il salario legato alla produttività come strumento per attrarre nuove risorse, ponendo le basi per una detassazione dell’intero salario accessorio.

La UILM, dal suo canto, proprio perché interessata a fare sindacato e non politica di soppiatto, ha presentato una piattaforma che contiene una richiesta di incremento salariale ragionevole e che tiene conto delle difficoltà che il settore sta attraversando e, su questa piattaforma, insieme alle altre organizzazioni sindacali, sta negoziando con FEDERMECCANICA, “alla luce del sole” e non nel “chiuso delle stanze”, un rinnovo contrattuale utile per i lavoratori metalmeccanici.

Sappiamo bene dei rapporti non idilliaci che corrono tra la CGIL e il suo sindacato di categoria, ma è sconcertante come la FIOM sia ormai riconosciuta come una sorta di “repubblica indipendente”, visto che in altri settori produttivi, anche numericamente più rilevanti, come quello agro-alimentare, la stessa CGIL non si fa problemi a rinnovare i contratti unitariamente applicando le nuove regole.

Purtroppo, di fronte a simili contraddizioni, la UIL di Basilicata non può fare altro che  registrare con amarezza il deteriorarsi dei rapporti unitari in un momento nel quale sarebbe quanto mai preziosa una forte coesione.

Potenza, 07 ottobre 2009.

                                                                                                    La UIL di Basilicata