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Un sindacato moderno dopo la crisi

Dichiarazione di Carmine Vaccaro, segretario provinciale UIL Basilicata

 

“I lavoratori hanno bisogno di un sindacato forte per fronteggiare la crisi, quindi meno ideologico e più attento alle esigenze della base”. A sostenerlo è il segretario confederale della Uil della Basilicata, Carmine Vaccaro.

“Il sindacato adesso - continua il sindacalista - rischia di essere più debole perché la divisione registrata proprio nel giorno del Primo maggio rappresenta una debolezza per tutti. Esiste la necessità di riflettere sul fatto che Cgil, Cisl e Uil riescano a mantenere il monopolio della rappresentanza sindacale e sul rapporto che queste organizzazioni hanno avuto finora con la politica”.

Il “leader” della Uil lucana lancia un appello che deve essere raccolto da chi ha cuore sensibilità, merito e competenza.

“Il sindacato - sottolinea Vaccaro - deve fare un salto di qualità, confrontarsi con i cambiamenti sociali ed economici intervenuti, con un assetto politico e istituzionale sempre meno consolidato”.

“La società - aggiunge Vaccaro - ha bisogno del sindacato, ma è cambiato il perimetro della rappresentanza. Un tempo alle organizzazioni sociali di rappresentanza si concedeva una delega ampia, quasi fideistica; oggi che ogni tipo di approccio dogmatico è venuto meno conta la sostanza e l’affidabilità: chi non dispone di queste prerogative è destinato alla sconfitta”.

“E giunto - sostiene il segretario Uil - il momento di farla finita con le ideologie nel sindacato che servono sono a mantenere rendite di potere, a partire dal nostro sindacato, incomprensibili per chi lavora o che il lavoro lo sta perdendo in questo duro periodo di crisi. Si tratta di un’azione che non va esibita ai convegni, ma praticata in ogni realtà, dalla periferia al centro e viceversa”.

“In questi giorni, dopo l”accordo Fiat-Chrysler e durante le trattative Fiat-Opel abbiamo ascoltato giudizi di una parte sindacale esclusivamente ideologici e fuori dalla storia. Un tempo il fordismo imponeva l’egualitarismo salariale e il punto unico di contingenza. Adesso - continua Vaccaro - prevale un senso diverso di valore del lavoro, che deve tradursi anche in molteplici rivendicazioni sindacali. La contrattazione nazionale deve valorizzare gli aspetti della condivisione; la contrattazione aziendale deve valorizzare il merito, la disponibilità alla formazione, l’impegno che si mette nel lavoro, nella capacità di padroneggiare l’innovazione, nell’intelligenza in cui ci si approccia ad un diverso orario di lavoro.

Dobbiamo intraprendere la via di una vera democrazia sindacale, superando la vecchia dicotomia tra il sindacato organizzazione e quello di movimento. Deve contare il voto degli eletti e valere democrazia delegata. Dopo questa crisi economica anche il sindacato non potrà più essere come è adesso”.

 

Potenza, 5 maggio 2009                                              

L’Addetto Stampa