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BASILICATA PRIMA PER “DISAGIO SOCIALE”

 

La Basilicata è prima nella classifica delle Regioni per “disagio sociale” che l’Ufficio Politiche Regionali-Mezzogiorno della Uil ha realizzato attraverso uno studio nazionale (presentato ieri a Roma) sulla base del “parametro” della “forza lavoro potenzialmente soggetta alla crisi” (persone in cerca di occupazione e lavoratori in cig) in rapporto alla popolazione residente. In Basilicata le persone più esposte alla crisi economica sono 32.968, di cui 25.151 in cerca di occupazione e 7.817 in Cassa integrazione (al primo bimestre 2009, sia per l’ordinaria che per la straordinaria e in deroga). L’ammontare complessivo delle ore in cig (ordinaria più straordinaria)  – al primo bimestre del 2009 sfiora quota 2 milioni di ore con un incremento del 148,9% in più per la cig ordinaria (industria ed edilizia) rispetto al primo bimestre del 2008. A determinare il primato negativo della Basilicata ci sono dunque i seguenti rapporti: il 5,4% persone in cig-lavoratori dipendenti; 4,3% persone in cerca di occupazione-residenti; tasso di disoccupazione ufficiale (Istat) 11,5%; tasso di occupazione 49,5%.

Ma la Uil non si è limitata ad una lettura dei dati ed ha voluto indicare la strada da seguire. Per dare una mano a questa fascia di popolazione a disagio sociale ci sono da spendere risorse comunitarie per il 2007-2010 per oltre 851 milioni di euro  che consentirebbero un sostegno economico di 25.800 euro a testa. In particolare dal Fondo Sociale Europeo nel sessennio 2007-2013 sono disponibili in Basilicata 230 milioni di euro

Di fronte a questo quadro, la Uil – commenta il segretario confederale Carmine Vaccaro - ha avanzato tutta una serie di proposte per rendere efficace la ‘rete di protezione’ per le fasce della popolazione più soggette alla crisi. Tra le più importanti ci sono: l’ampliamento della durata della Cassa integrazione ordinaria (attualmente copre 12 mesi) e l’estensione a chi ne è sprovvisto;

l’integrazione del sussidio o l’indennità di Cassa integrazione per garantire “un reddito adeguato alle esigenze delle famiglie”; l’aumento del sostegno al reddito e della durata del sussidio per i parasubordinati e gli interinali; la revisione del Patto di stabilità interno consentendo ai comuni di investire, soprattutto nel settore edilizio. Due le necessità più impellenti – evidenzia Vaccaro: favorire con tutti i mezzi e le risorse possibili la “permanenza” al lavoro, anche in fasi di espansione temporanea del lavoro stesso; avviare un processo di innovazione sul tema del reddito e degli ammortizzatori sociali. Il “messaggio” per la Giunta Regionale è chiaro: prima di spendere un solo euro del Fse sediamoci ad un tavolo e verifichiamo quale percentuale può (e deve) essere riservata al “disagio sociale”.

 

Il II° Studio della UIL: La crisi, il disagio occupazionale nei territori, le risorse per la difesa del lavoro (a cura del Servizio Politiche Territoriali e del Lavoro della UIL)

 

Potenza, 28/03/09                                          

L’Addetto Stampa