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VACCARO:  LAVORATORI IMMIGRATI, TROVARE SOLUZIONE PER EVITARE FRATTURA NELLA CONVIVENZA CIVILE

“Come dimostra l’ultima operazione dei carabinieri a Metaponto nell’ennesimo campo di fortuna che ospitava cittadini extracomunitari e le decine e decine di badanti che si rivolgono in questi giorni alle sedi di Potenza e di Matera del sindacato per informarsi sulla loro regolarizzazione, va trovata una soluzione per evitare una sorta di frattura nella convivenza civile e va trovata subito, prima dell’entrata in vigore del nuovo dispositivo voluto dal Governo”. A sostenerlo è il segretario confederale della UIL Carmine Vaccaro per il quale “anche la Basilicata, sia pure con numeri più ridotti rispetto a quelli di altre Regioni italiane, vive da tempo il problema della presenza di immigrati che chiedono solo di lavorare senza il rischio dell’espulsione e alle stesse condizioni dei lavoratori lucani. Come nel 2002 con l’approvazione della Bossi – Fini, anche oggi sono cambiate le regole del gioco: è dunque logico e di buon senso dare la possibilità, a chi ha un lavoro e un posto dove vivere, di uscire dalla trappola della clandestinità”.

Nel sottolineare che “con l’entrata in vigore della nuova legge sulla sicurezza, il reato di immigrazione clandestina – applicandosi anche al soggiorno – avrà di fatto un effetto retroattivo sull’esercito di lavoratori irregolari”, Vaccaro aggiunge che “pur non condividendo la nuova legge, crediamo che si debba giungere ad un accordo tra Governo e parti sociali al fine di evitare una situazione di criminalizzazione diffusa di chi – pur in forma irregolare – è venuto qui per vivere onestamente ed è presente sul territorio al momento di entrata in vigore della nuova legge. L’effetto della nuova legge – secondo il dirigente della UIL  - rischia di essere catastrofico: con datori di lavoro costretti a licenziare e funzionari dei pubblici servizi costretti a denunciare, per non essere a loro volta passibili di reato di omissione”. Di qui la sollecitazione della UIL contenuta in una lettera aperta a Governo e Parlamento per individuare una soluzione che non potrà riguardare solo l’area dei servizi alla persona, in quanto in edilizia, in agricoltura e nel commercio ed altri settori dell’economia vi sono situazioni di forte presenza del lavoro etnico irregolare e spesso condizioni di estremo sfruttamento. Qualsiasi provvedimento, dunque, deve riguardare chiunque abbia un lavoro onesto dimostrabile prima dell’entrata in vigore del ddl 733. La UIL suggerisce lo strumento della regolarizzazione «ad personam» (anche per non incorrere nelle critiche della UE). Il meccanismo potrebbe essere quello di verificare l’esistenza del datore di lavoro al momento della richiesta del lavoratore immigrato, al quale viene chiesto di confermare la volontà di assumere, pagando contestualmente tre mesi di mesi di contributi INPS (così come accadde nel 2003). Con la lettera – conclude Vaccaro – si chiede un intervento immediato dell’Esecutivo e l’appoggio del Parlamento per una soluzione equa, umana ed efficace al dramma di lavoratori stranieri onesti ed alle difficoltà che verranno a datori di lavoro e famiglie italiane con l’entrata in vigore del ddl sicurezza”.

Potenza, 10/07/2009                                                                  

L’Addetto Stampa