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LA SFIDA RIFORMISTA PER USCIRE DALLA CRISI

 

Dichiarazione di Carmine Vaccaro, Segretario Provinciale UIL Potenza

 

Dalla crisi alla sfida riformista rilanciando un nuovo protagonismo sociale: è questo l’ambizioso progetto che vede la Uil chiamare a raccolta a Roma, giovedì prossimo 9 luglio, intellettuali, economisti operatori dell’informazione sindacalisti politici, nella prestigiosa sede del Cnel, per definire una sorta di manifesto economico programmatico per far uscire il Paese dalle secche in cui si trova imboccando la via della ripresa non effimera. Il documento di base elaborato e che sarà sottoposto alla discussione non fa mistero di apparire come una sorta di programma economico di lungo respiro capace di rilanciare la sfida riformista rispetto ai sostenitori delle politiche ultraliberiste.  Del resto vi è il rischio, che, forse, dalla crisi usciremo, ma ne usciremo ancora più deboli di come ci siamo entrati e il danno peggiore lo subiremo proprio al momento della ripresa, quando i nostri competitors con più forza nelle gambe, saranno in condizione di scattare in avanti.
Il sindacato nazionale e regionale deve dunque fare un salto di qualità, confrontarsi con i cambiamenti sociali ed economici intervenuti, con un assetto politico e istituzionale molto diverso.

Serve ai lavoratori e al Paese un sindacato tutto diverso, di più, un modello sociale differente da quello che abbiamo conosciuto. Va battuto il conformismo che impera oggi nel e tra i sindacati. Dobbiamo scegliere con decisione la via di una democrazia superando la vecchia dicotomia tra il sindacato organizzazione e il sindacato movimento. Con passaggi ben chiari, già attuati nella pubblica amministrazione, ma da estendere a tutto il mondo del lavoro. Deve valere il voto degli eletti, la democrazia delegata. Questo sindacato potrebbe superare la crisi che stiamo vivendo. Un sindacato che non rifiuta il conflitto, insito nel processo

democratico, ma chiude l’idea dell’antagonismo ed è in grado di proporre in termini concreti l’idea di giustizia sociale che è propria del sindacalismo confederale. Deve essere la vera risposta alla crisi economica, dalla quale si deve uscire con una società più giusta.

Il progetto riformista richiede un passaggio fondamentale e non più rinviabile: il sindacato  deve liberarsi delle ideologie, essere più pragmatico, capire che i lavoratori ti danno la delega in base ai risultati che pensano di avere da te.

Un progetto che ha un particolare significato nella realtà della Basilicata in una fase delicata del passaggio dalle riforme di carta a quelle reali che non si fermino solo alla riorganizzazione della governance locale per incidere sui meccanismi e sull’efficacia della spesa e della gestione dei programmi e progetti di sviluppo e nuova occupazione.

 

Potenza, 02/07/2009                               

L’Addetto Stampa