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Un
patto sociale ed istituzionale per affrontare la
crisi.E' quanto propone la UIL
a Regione, Province e Comuni
Si tratta di mettere in campo - si sostiene in una nota
confederale della UIL di Basilicata - una serie di interventi per il sostegno
al reddito, per l’estensione dei sistemi di protezione sociale, e, quindi
anche degli ammortizzatori sociali. A tal proposito la UIL
ha elaborato un vero e proprio “Vademecum”
con le proposte da sottoporre al confronto con Regione, Province e Comuni.
Di fronte ad una crisi i cui effetti sono imprevedibili, sirichiede, per attutire l’impatto della crisi sull’occupazione
e sul potere di acquisto dei salari e delle pensioni, una serie di interventi
mirati e coordinati dei vari livelli di Governo territoriale.
In un momento particolare, come quello attuale, ognuno deve fare la propria
parte e affrontare le priorità che la crisi provoca: lo Stato centrale, ma
anche tutto il “sistema” delle Autonomie Locali.
In questa ottica occorre, sempre più, “fare sistema”
tra Stato, Autonomie Locali e Parti Sociali ed Economiche. Ciò - sottolineala
UIL - significherebbe che se ognuno, per la propria parte,
mettesse un pezzo, le risorse, oggi insufficienti, sia per risollevare il
potere di acquisto dei salari e delle pensioni, sia per gli ammortizzatori
sociali, quanto meno si potrebbe garantire maggiore sicurezza sociale.
A livello Regionale, la UIL chiede la riprogrammazione dei Fondi
Strutturali Europei aumentando le risorse per gli ammortizzatori sociali e
per il sostegno al reddito, oltre che una rimodulazione della
maggiorazione dell’Addizionale Regionale IRPEF che premi, finalmente, i redditi
fissi.
In particolare è necessario che si impegnino risorse
adeguate del Fondo Sociale Europeo, per il sistema degli ammortizzatori
sociali, anche per anticipare e spendere subito una quota rilevante delle
risorse assegnate alla singole Regioni.
Si tratta di risorse che per il 2007 - 2013 ammontano
per la Basilicata
a 322,3 Milioni di
euro di cui 51,5 milioni di euro sono destinati all’Asse II “Occupabilità”,
51,5 milioni di euro all’Asse III “Inclusione Sociale” e poco meno di 129
milioni di euro all’Asse IV “Capitale Umano”. Dunque risorse consistenti che
solo per il 2009 dovrebbero mettere in moto 54 milioni di euro, vale a dire
il16,7% del fondo complessivo.
A livello Provinciale e Comunale, la UIL formula proposte mirate
al contenimento del peso della fiscalità locale, al fine di non fare aumentare
le tariffe dei servizi pubblici e, al contempo, di garantire soluzioni più
favorevoli per lavoratori dipendenti e pensionati nell’applicazione delle
imposte locali.
Si tratta di evitare incrementi delle tariffe dei servizi locali
(rifiuti, rette degli asili nido, refezione scolastica, trasporto pubblico
locale) che sarebbero insopportabili per le tasche dei lavoratori dipendenti
e dei pensionati.
Soprattutto la Uil propone che, per il 2009, ci sia una
rivisitazione nelle modalità di applicazione delle Addizionali Comunali IRPEF
premiando, una volta tanto, coloro che pagano per intero le tasse: lavoratori
dipendenti e pensionati.
Si potrebbe pensare, in alternativa, ad un contributo
economico riservato esclusivamente ai lavoratori dipendenti e pensionati,
che abbiano un reddito fino ai 35.000
euro, sulla scorta di quanto previsto a livello nazionale dal Decreto anticrisi
e di analoghe decisioni prese da alcuni Comuni. Un vero e proprio “Bonus Comunale”.
Le Organizzazioni Sindacali si impegnano a sollecitare
il Governo a dare certezze agli Enti locali sui tempi e le modalità di erogazione
dei trasferimenti erariali. Inoltre sollecitano il Governo affinché le risorse
destinate al co-finanziamento dei Fondi U.E. e quelle per opere pubbliche
non siano considerate nel calcolo
del rispetto del Patto di Stabilità.