- Che cos'è l'asbesto (o amianto)

- Legge 27 marzo 1992, n. 257. Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto (Pubblicata sul supplemento ordinario alla "Gazzetta Ufficiale" n. 87 del 13 aprile 1992 - Serie generale)

- Il riconoscimento dei benefici previdenziali per i lavoratori esposti all'amianto

- Prima sentenza del Tribunale di Torino contro i manager della Eternit: solo 16 anni di reclusione per un reato gravissimo, reiterato e occultato (1830 morti +1027 parti lese); ai parenti delle vittime 95 milioni

- Esposizione amianto, datore responsabile anche se la malattia si manifesta dopo 40 anni. Cassazione, riconosciuto nesso di causalità tra inalazione amianto e malattia, anche se manifestatasi dopo 40 anni. Le misure di protezione erano le stesse anche negli anni ’60

L'Amianto della Materit di Ferrandina

- L'Associazione esposti amianto Valbasento

- Materit. Cioè "Mater Eternit"! La fabbrica dell'amianto...e della morte

- Stabilimenti Nylstar 2 in Val Basento e Materit di Ferrandina (video e articoli di approfondimento)

- Dossier: "Nel paese che muore d'amianto. A Ferrandina, Basilicata, una discarica di Eternit sta facendo una strage. Qualcuno vuole intervenire?"

- La video inchiesta: "Così si muore a Ferrandina". In Basilicata una discarica di Eternit sta facendo una strage. Le testimonianze e i racconti dalla valle avvelenata

- La video inchiesta: Viaggio nella terra dell'eternit(à) Seconda puntata: la Materit

- Il reportage: "Nel Basento l'amianto uccide"

- L’incidenza delle patologie da amianto in Valbasento. Basilicata. Tassi d'Incidenza per le principali sedi tumorali (1970-2006-2010)

- Così si muore nella terra di nessuno. Inchiesta sull’incremento e l’incidenza dei tumori in Basilicata, in un contesto nazionale che vede l’insorgere e l’aumentare di altri “mali”, come il mesotelioma pleurica, amara eredità di una industrializzazione fallita e di “storie di amianto”

Sono 165 i lavoratori della ex-Enichem di Pisticci che hanno contratto patologie legate all’esposizione di amianto e ad altre sostanze cangerogene e 117 quelli già deceduti. Lo ha reso noto Mario Murgia, referente dell’Associazione esposti all’amianto della Valbasento, con una comunicazione inviata alla Regione Basilicata e ad altri enti territoriali in cui è stata chiesta “l’applicazione del protocollo sanitario per la prevenzione e cura della patologie, molte delle quali non ancora scoperte o denunciate”. L’Aiea, nel chiedere “di conoscere lo stato dell’arte delle procedure”, ha sottolineato “casi di lavoratori, a tutt’oggi in terapia chemioterapica, per i quali il medici non hanno ancora effettuato la denuncia di malattia professionale. Ed è proprio l’associazione, in questi casi, a supportare i lavoratori e i medici nella compilazione delle denuncia

Video-inchieste

- Amianto. Il killer silenzioso - Video intervista a Mario Murgia, Presidente dell'AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto)

- Dubbi e veleni sulla Valbasento. Speciale Valbasento. Parte Prima

- Speciale Valbasento. Parte Seconda

- L'amianto in Italia

- La video inchiesta sull'amianto in Italia trasmessa da "Blu Notte" di Carlo Lucarelli il 21 settembre 2008 "Amianto: le morti silenziose" (Ogni anno nel mondo 120mila persone muoiono per colpa dell'amianto)

- Il sito web "Associazione Esposti Amianto"

- Il sito web "Amianto Mai Più" (dell'Associazione Esposti Amianto di Monfalcone)

- I Tumori in Italia: l'Amianto

Il Mesotelioma maligno è una grave forma di cancro correlata all’esposizione alle fibre aerodisperse dell’asbesto, ovvero dell’amianto. Sebbene questa neoplasia possa essere ancora definita rara, negli ultimi anni si è registrata una crescente incidenza di casi nella popolazione e numerose osservazioni suggeriscono che il problema Mesotelioma sia destinato ad assumere dimensioni ancora maggiori negli anni a venire.

Il mesotelioma colpisce ogni anno due italiani maschi ogni centomila, soprattutto tra coloro che sono stati esposti, per motivi professionali o per vicinanza, all’amianto. Il mesotelioma è una neoplasia che origina dal mesotelio, lo strato di cellule che riveste le cavità sierose del corpo (pleura, peritoneo, pericardio, cavità vaginale dei testicoli).

L’Italia è stata uno dei maggiori produttori ed utilizzatori di amianto fino alla fine degli anni ’80, ma nonostante l’uso dell’amianto sia stato completamente bandito nel 1992, l’Italia sopporta oggi le conseguenze dei livelli di esposizione cui ha dato luogo l’uso intenso del materiale dagli anni 50' nei settori della produzione industriale di manufatti in cemento-amianto, e di fibre tessili contenenti questo materiale, della cantieristica navale e della riparazione e demolizione di rotabili ferroviari e dell’edilizia.
Macroscopicamente si presenta come una placca pleurica, meno frequentemente nodulare. Il suo sviluppo può portare all’occupazione dello spazio pleurico che ha come conseguenza il blocco polmonare; e in quella circostanza richiede intervento demolitivo.


La quasi totalità dei casi rilevati ha latenza 15-45 anni e decorso 1-2 anni e si presenta in tre differenti forme istologiche: epitelioide, sarcomatoide e bifasica.

La diagnosi è istologica/ radiologica ed è positivo alla calretinina.

E’ caratterizzato da aggressività e resistenza alle più comuni terapie, e da elevata mortalità:

dal momento della diagnosi consente generalmente una sopravvivenza media di 7,7 mesi (range 1-72).

La fascia di età più interessata è quella tra i 40 e i 60 anni, uomini nel 60% dei casi. L’incidenza del mesotelioma è in crescita in tutto il pianeta con circa 2,2 casi per milione di abitanti.

Essendo fortemente correlata all’uso industriale dell’amianto, vietato o in fase di eliminazione ormai anche nei paesi del terzo mondo, ed essendo la patologia ad alta latenza temporale, gli analisti prevedono un picco di casi intorno al 2020, con una successiva decrescita.

Trattandosi di tumori rari, i mesoteliomi vanno trattati in pochi centri specializzati, dove si concentrano le esperienze e le diverse competenze indispensabili: dal chirurgo toracico all’oncologo medico, al radioterapeuta. Prima di scegliere lo specialista a cui affidarsi, è bene chiedergli la sua esperienza specifica nel campo, quanti casi di mesoteliomi ha trattato, quali prospettive è in grado di offrire in termini di sopravvivenza e di qualità della vita. Di seguito, alcuni tra i centri italiani che hanno sviluppato le casistiche più ampie:

TORINO: Dipartimenti di Chirurgia toracica delle Molinette (tel. 011. 63316333) e del San Luigi Orbassano (tel. 011.90261).

MILANO: Dipartimenti di Chirurgia toracica dell’Istituto Nazionale Tumori (tel .02.23904000), del San Raffaele (tel. 02.26431), del Policlinico (tel. 02.55031), dell’Istituto Europeo di Oncologia (tel. 02.574891).

PADOVA: Dipartimento di Chirurgia toracica dell’Ospedale (tel. 049.8211111).

VERONA: Dipartimento di Chirurgia toracica dell’Ospedale (tel. 045.8071111).

TRIESTE: Dipartimento di Chirurgia toracica dell’Ospedale (tel. 040.3991111).

BOLOGNA: Dipartimento di Chirurgia toracica dell’Ospedale Maggiore Bellaria (tel. 051.6225111).

PISA: Dipartimento di Chirurgia toracica dell’Università (tel. 050.995302).

ANCONA: Dipartimento di Chirurgia toracica dell’Ospedale Le Torrette (tel. 071.5964841).

ROMA: Dipartimenti di Chirurgia toracica dell’Istituto Regina Elena (tel. 06.52661) e dell’Ospedale Forlanini (tel. 06.58701).

NAPOLI: Dipartimento di Chirurgia toracica dell’Ospedale Monaldi (tel. 081.7061111).

BARI: Dipartimento di Chirurgia toracica dell’Università (tel. 080.5564944).