Articoli filtrati per data: Giugno 2020

I dati dell'Ispettorato nazionale del lavoro che riferiscono di 37mila madri-lavoratrici che si sono dimesse nel 2019, con una crescita specie al Sud e i continui  allarmi per le conseguenze della crisi da Covid-19 sull'occupazione femminile, richiedono grande attenzione e una specifica iniziativa sindacale. Lo afferma Anna Carritiello, della segreteria regionale Uil Basilicata con delega alle Politiche di Genere.  

Nella «Relazione annuale sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri» - continua - emerge chiaramente come la motivazione principale sia la difficoltà di conciliare l'occupazione lavorativa con le esigenze di cura dei figli per una serie di motivi come l’assenza di parenti di supporto, venuti meno in particolare durante la lunga fase di locdwon,  gli elevati costi di asilo nido o baby sitter, il mancato accoglimento al nido. Le convalide di dimissioni nel 60% dei casi hanno interessato lavoratrici e lavoratori con un solo figlio o in attesa del primo.

E’ la stessa direzione nazionale dell’Ispettorato a segnalare che «l'evolvere dello scenario post Covid» rischia di «amplificare le aree oscure di elusione e di irregolarità in danno dei lavoratori, ed in particolare delle categorie più fragili e vulnerabili», mentre il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo assicura «l'intenzione di avviare una seria azione di contrastato al part-time involontario e introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni».

Sta dunque accadendo – dice Carritiello – quello che temevamo: il Family Act della Ministra Bonetti, approvato di recente dal Consiglio dei Ministri rappresenta un buon punto di partenza ma va necessariamente migliorato ed attuato in tempi più rapidi, altrimenti si rischia di comprometterne l’efficacia.

A questo si aggiunge, come ha rilevato il nostro Centro Studi Uil, che gli effetti Covid-19 su occupazione ed economia in Basilicata sono più pesanti per le madri-lavoratrici, specie per quante hanno fruito di congedi parentali, con gravi conseguenze sulla capacità di reddito, oltre al numero elevato di lavoratrici in cassa integrazione con perdite oscillanti tra i 400 e i 700 euro al mese.

E’ on line e disponibile per la compilazione il questionario dell'indagine Inapp dal titolo  Dalla Fase 1 alla Fase 3: quale transizione? Il lavoro di uomini e donne in tempo di Covid-19 . L'indagine è rivolta a uomini e donne di più di 18 anni, distinti per tre profili lavorativi: lavoro dipendente, lavoro autonomo/indipendente e imprenditoria. L’obiettivo è, attraverso l’analisi in chiave di genere dei diversi aspetti del lavoro retribuito e non retribuito nel contesto di emergenza, accompagnare i cambiamenti in corso con un’attività di policy advice presso i referenti istituzionali. L’indagine è condotta dal gruppo di ricerca “Prospettiva di genere nel mercato del lavoro e nelle politiche pubbliche” della Struttura Lavoro e Professioni.

 Il questionario viene veicolato via web, social media e via mail secondo il protocollo seguito da tutti gli enti di ricerca ed Università in questo periodo e si compone di 5 brevi sezioni, diversamente percorribili a seconda delle caratteristiche dei rispondenti.

 La sezione 1 “parlaci di te” chiede informazioni generali sul profilo individuale e familiare.

La sezione 2 “il tuo lavoro/la tua condizione” chiede informazioni sull’occupazione.

La sezione 3 “la tua fase 2”, chiede informazioni sulla fase di transizione dalla fase 1 (marzo-3 maggio) e fase 2 (dal 4 maggio in poi): organizzazione del lavoro, organizzazione familiare, valutazione di misure, strumenti, situazioni anche in prospettiva. Domande specifiche sono rivolte a chi ha maturato o sta ancora effettuando lavoro da casa o a chi lo ha proposto ai dipendenti.

La sezione 4 “carichi familiari”, rivolta a chi ha figli o parenti in condizione di assistenza, riguarda la gestione dei carichi familiari tra le due fasi e la valutazione di specifiche misure di policy e indicazioni in prospettiva.

La sezione 5 “aspetti economici  e sociali” richiede informazioni sugli effetti economici e relazionali della situazione in ambito familiare, utilizzo delle misure previste dai decreti ed indicazioni di prospettiva.

In questo scenario domande specifiche sono rivolte anche a situazioni di rischio a noi ben note: discriminazioni, svalutazioni del lavoro, differenziali retributivi, rischio di rinuncia al lavoro e dimissioni “volontarie”, legame con lo stato di maternità o con carichi familiari ed altri. Ci sono anche alcuni item specifici che riguardano l'adesione e le relazioni sindacali. 

 L’indagine è anonima, costituita per assicurare la non identificabilità di chi compila e non consente nemmeno di tracciare i dispositivi da cui si compila. Pertanto, le risposte possono essere date in completa libertà. I dati sono trattati in modo aggregato e per fini statistici. Inapp fa parte infatti del Sistema statistico nazionale. L’indagine richiede mediamente 10/15 minuti di tempo.

 Ciò premesso è richiesto, nell’ottica della collaborazione e del comune interesse sulle risultanze, di poter contribuire alla diffusione di questo questionario. I destinatari sono tutte le persone maggiorenni (uomini e donne) che abbiano un'occupazione, anche se in questo momento sospesa. Più informazioni riusciremo ad avere maggiore sarà lo spettro informativo sulla situazione.

Il questionario può essere compilato dal computer, dal tablet e dallo smartphone.

Qui il link alle info delle indagini https://inapp.org/it/Rilevazioni_in_corso/il-lavoro-di-uomini-e-donne-tempo-di-covid-19-una-prospettiva-di-genere

 QUI IL LINK AL QUESTIONARIO https://survey.inapp.org/index.php/923152?newtest=Y&lang=it