Articoli filtrati per data: Ottobre 2020

E’ a dir poco singolare che mentre si continuano a programmare azioni ed interventi per favorire la transizione energetica e a lavorare su progetti di energia rinnovabile e chimica verde i sindaci del comprensorio petrolifero Tempa Rossa si vedano costretti a promuovere per sabato 17 davanti al Centro Oli Total una manifestazione di protesta per salvaguardare ambiente e salute delle comunità del Sauro.
Il rischio che avvertiamo è che la storica battaglia, che ci ha visti come sindacato in prima fila, per coniugare attività estrattive, lavoro, ambiente e territorio, invece di fare passi in avanti faccia passi indietro. Se le situazioni denunciate da lavoratori e cittadini e rilanciate dai sindaci su “insofferenze di persone”, “cattivi odori”, “fiammate atipiche” confermano che il sistema di monitoraggio della Total, condiviso con la Regione, non può essere considerato un elemento del tutto acquisito e definito, per noi il nuovo corso della relazione tra attività estrattiva e Basilicata non può che essere ancorato a 4 pilastri tematici fortemente interconnessi: ambiente, sicurezza, lavoro, investimenti.
Negli anni, il piano di questa relazione si è via via inclinato rispetto agli effetti dell’attività estrattiva su ciascuno di questi temi, ed è necessariamente da questi aspetti che occorre tornare a discutere per giungere a una nuova fase e a un nuovo patto che, uscendo dalla dimensione locale, guardi alla dimensione regionale dello sviluppo da un lato e degli impatti dall’altro.
Per costruire le condizioni ottimali nella relazione tra petrolio, lavoro e comunità per la UIL bisogna partire dai lavoratori, dai loro bisogni e dalla loro stabilità lavorativa, oggi più che mai messa in discussione. Questa nuova relazione che si vuole costruire, e che noi condividiamo non può risolversi in una semplice esternazione ma ci vogliono i fatti e se si vuole dimostrare che tutti responsabilmente abbiamo intrapreso la strada giusta ognuno per la propria parte bisogna che si assuma le proprie responsabilità.
Abbiamo sempre sostenuto che su energie rinnovabili e chimica verde si deve basare la strategia da perseguire sul dopo petrolio in Val d’Agri e, “a ruota”, nel Sauro-Camastra, fondando il progetto di cosiddetta “svolta verde” su due elementi essenziali: la chimica verde da sviluppare nei comparti delle bioplastiche, del farmaceutico e del biosanitario e l’istituzione del fondo sovrano alimentato dalle royalties del petrolio, mettendo fine definitivamente allo spreco di tutti questi anni. E’ per questo che la Total, oltre a spiegare cosa sta facendo in tema di tutela di salute, ambiente e territorio, come Dipartimento Ambiente della Regione ed Arpab pure sono chiamati a fare, ha il compito di riferire a sindaci e sindacati i progetti “no oil” per ora fermi alla realizzazione di uno stabilimento per la costruzione di droni”

Assoluto sostegno alla battaglia che alcune migliaia di lavoratori lucani hanno intrapreso per il rinnovo dei contratti è espresso dal segretario regionale della Uil Basilicata Vincenzo Tortorelli.

Secondo una recente indagine dell’Istat, che monitora l’evoluzione dei 73 principali contratti collettivi nazionali, sono oltre 10 milioni, l’82% del totale, i lavoratori in attesa del rinnovo del contratto di lavoro della categoria da oltre 12 mesi.
La situazione conflittuale determinata dall’atteggiamento di rigidità, del tutto ingiustificabile, assunto da Confindustria – aggiunge Tortorelli – si sta scaricando già sui metalmeccanici, i lavoratori dell’agroalimentare e del settore legno.
Da tempo sosteniamo che la ripresa del Paese non può prescindere dal rispetto dei rinnovi contrattuali e quindi dagli aumenti dei salari. Ed è per questo che richiamiamo Confindustria al rispetto di quanto insieme sottoscritto nel Patto della Fabbrica. Va chiarito che – evidenzia il segretario della Uil - l’intesa confederale firmata da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil nel marzo 2018, meglio nota come “Patto della fabbrica”, prevede innanzitutto che i salari minimi debbano aumentare in relazione all’incremento medio dell’inflazione depurato dai costi della energia importata. Obiettivo è quello di incrementare i salari sulla base degli indicatori di crescita della produttività. L’intesa prefigura l’esigenza di investire sulle competenze delle risorse umane, per potenziare i livelli di intervento del welfare aziendale e di migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Quest’ultimo obiettivo è stato tradotto in modo efficace proprio in occasione degli accordi nazionali e territoriali che hanno consentito la ripresa delle attività produttive post-Covid.
Per Tortorelli pertanto non va disconosciuto il ruolo svolto dai lavoratori in alcuni settori specifici nella fase del lockdown per non far mancare prodotti alimentari sulle tavole degli italiani e per garantire i servizi essenziali. La responsabilità che il mondo del lavoro ha dimostrato nell’assicurare la continuità produttiva merita il dovuto e non formale riconoscimento.
Stupisce, quindi, la rottura del tavolo dei metalmeccanici, e quanto avvenuto con il Contratto degli Alimentaristi nei mesi scorsi. Pertanto, sosteniamo tutte le azioni ed iniziative di lotta e mobilitazione che si è deciso, insieme a Cgil e Cisl e alle organizzazioni confederali di categoria, di mettere in campo, al fine di dare le giuste tutele economiche e normative a milioni di lavoratrici e lavoratori in attesa di rinnovo contrattuale.
La nostra priorità è sempre stata quella di rinnovare in tempi brevi i Ccnl scaduti. É anche tramite questi che si può attuare una politica in grado di incentivare la domanda interna e di conseguenza far ripartire il sistema economico. È la fondamentale risposta che possiamo dare al Paese per aiutarlo a ritrovare la strada della ripresa. Ci vogliono determinazione e senso di responsabilità, ma è l’unica strada percorribile. In questo quadro rilanciamo la richiesta di un confronto con il Governo che abbia al centro la ripresa produttiva e la buona occupazione.
Per tutto questo – conclude Tortorelli - rilanciare il Patto per la fabbrica è per noi una priorità. Altrimenti parlare di giustizia sociale, sviluppo, nuova occupazione, rinascita del Sud sarà solo un’operazione accademica”.

Le somme spettanti quest’anno ai Comuni lucani per la loro compartecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo per l’anno 2019 e dunque al contrasto all’evasione fiscale ammontano ad appena 198mila euro a fronte di 7,8 milioni di euro, in totale a tutti i Comuni italiani. Per i due Comuni capoluogo – Potenza e Matera – la compartecipazione è pari a zero non avendo accertato-segnalato alcun caso di evasione fiscale. Questi dati emergono dal rapporto del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della UIL che ha elaborato i dati del provvedimento del Ministero dell’Interno del 23 settembre 2020. Il rapporto mette in evidenza come, negli ultimi cinque anni, sia diminuito costantemente il totale del premio riconosciuto ai Comuni per la loro compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale e contributiva. Dal 2010, anno in cui fu introdotta la norma della compartecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale, i Comuni hanno recuperato 116,8 milioni di euro, frutto di segnalazioni “qualificate” all’Agenzia delle Entrate.

Se si analizza l’andamento delle somme recuperate – spiega Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL – si è passati da 1,1 milioni di euro del primo anno (2010) a quasi 3 milioni di euro del 2011, transitando per gli 11 milioni di euro del 2012 e a 17,7 milioni di euro del 2013. L’apice si è toccato nel 2014 con un incasso di 21,2 milioni di euro, per poi rallentare e diminuire costantemente a partire dal 2015. I dati che emergono dall’analisi – commenta ancora Veronese – sono alquanto deludenti se si paragonano agli alti tassi di evasione fiscale e di irregolarità lavorativa nel nostro Paese, che secondo gli ultimi dati ammontano ad oltre 110 miliardi di euro. Tra l’altro i condoni o la pace fiscale varati negli ultimi anni rischiano di rendere vana, anche per il futuro, l’azione dei Comuni nel contrasto all’evasione fiscale e contributiva e, conseguentemente, al recupero di importanti risorse.

I Comuni che in Basilicata hanno attivato procedure per la compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale – sottolinea Vincenzo Tortorelli, segretario regionale Uil – si ridicono a rare eccezioni e non è certo soddisfacente che nell’anno 2018 erano zero. Gli Enti invece devono e possono fare molto in chiave antievasione, non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse a livello locale, ma anche perché sono i primi presidi sul territorio. Per questo riteniamo utile – aggiunge – rendere uniforme l’attività del processo di partecipazione dei Comuni su tutto il territorio nazionale. Occorre una forte azione di digitalizzazione della pubblica amministrazione locale in grado di informatizzare e omogeneizzare l’intero patrimonio informativo a disposizione dei Comuni, unitamente ad un piano di formazione ed aggiornamento del personale degli Enti Locali.

Una lotta serrata all’evasione fiscale e contributiva permetterebbe – continua Ivana Veronese – di ristabilire equità e giustizia sociale, nonché di valorizzare il tessuto produttivo in grado di creare lavoro “sano” e “duraturo”.

 

“Partire dalle dieci proposte che la Uil offre all’attenzione del Governo, del Parlamento, di tutti i gruppi politici e di tutte le forze sociali per individuare soluzioni utili all’esigenza del rinnovamento e soprattutto del potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e quindi di tutti i cittadini per produrre una svolta nella gestione del Servizio Sanitario Regionale della Basilicata in una fase di nuova emergenza, come dimostrano le morti e il focolaio in Val d’Agri”. A sostenerlo è il segretario regionale della Uil lucana Vincenzo Tortorelli riferendo che tra le rivendicazioni avanzate dal Sindacato si va dal rafforzamento dell’offerta sociosanitaria a livello territoriale allo sviluppo della medicina territoriale; dagli investimenti per le RSA che da noi, dopo la grave vicenda Marsicovetere, hanno un’urgenza e per le Cure di lungo termine alla programmazione delle attività diagnostiche; da più risorse umane nel sistema sanitario alla legalità del SSN; dalle nuove attività di audit clinico all’ammodernamento dell’edilizia sanitaria e al rinnovo delle tecnologie sanitarie; dalla prevenzione, sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro agli investimenti nella ricerca scientifica e sanitaria. Il tema di fondo resta quello dell’utilizzo dei soldi del Mes.

“Una prima occasione ravvicinata – aggiunge Tortorelli – è la gara di massima urgenza per l’approvvigionamento di lavori e servizi tecnici destinati alle strutture sanitarie impegnate in prima linea sull’emergenza che ha bandito Il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid19, Domenico Arcuri. Per la Basilicata è prevista una spesa di 7,6 milioni di euro con 13 interventi tra gli ospedali di Potenza e di Matera. I dati - sottolinea il Segretario generale della Uil - sono preoccupanti: nel corso degli anni, la sanità pubblica ha subito un taglio di 37 miliardi. Negli ultimi tempi, 19 milioni di persone si sono rivolte alla sanità privata, perché non sono riuscite a farsi curare dalla sanità pubblica. Inoltre, 750 mila persone si sono spostate dal proprio territorio per ottenere assistenza sanitaria. Ecco perché, oggi, c’è bisogno di investimenti strutturali: quelle risorse servono per la sanità del nostro Paese che, lo ripeto, non è in grado di assicurare la stessa tipologia di assistenza su tutto il territorio nazionale.

Come abbiamo denunciato con la manifestazione organizzata il 18 settembre scorso insieme a Cgil e Uil quello appena iniziato sarà un autunno complicato che –aggiunge Tortorelli – necessita prioritariamente di mettere in sicurezza cittadini e lavoratori. Per questo insistiamo: tutte le risorse destinate a potenziare la sanità vanno utilizzati e vanno spesi velocemente. Contestualmente il governo deve decidere quali sono gli asset strategici di questo Paese e di investire al più presto, deve mettere in condizione il Paese di risalire la china e ripartire da una crisi che sarà assolutamente complicata. Solo così potremmo dare risposte. Restiamo, tuttavia, dell’idea che debba essere il Governo a convocarci per confrontarci, complessivamente, su tutti i progetti che stanno predisponendo i singoli Ministeri e le Regioni che purtroppo procedono in ordine sparso. Riteniamo che occorra un governo centrale di queste procedure per definire un cronoprogramma che consenta di non disperdere uno solo degli euro messi a disposizione”