Articoli filtrati per data: Marzo 2020

Ci vuole una risposta straordinaria e robusta del livello locale nella crisi da Covid 19 per sostenere le esigenze di famiglie e cittadini e quelle delle imprese. Intanto, va fatta chiarezza e vanno distinte le misure di aiuto straordinario – come quelle previste dal Governo ed annunciate dal Premier Conte e dal Ministro Gualtieri e come la Social Card Covid-19 della Regione – da quelle di breve e medio termine con al centro l’obiettivo della ripresa economica ed occupazionale. Per questa ragione, la costituzione di un ‘Fondo regionale di investimento sociale’ può essere un ottimo strumento moltiplicativo di risorse e di reddito adeguato al difficile momento depressivo e per buttare le basi sul dopo emergenza. Una strategia dunque anche a sostegno, complemento ed implementazione delle provvidenze che arrivano dal Governo nazionale sostanzialmente centrate sul rinforzo dell’offerta e di protezione sociale. Prima i bisogni di emergenza, la spesa e la vita quotidiana. Ma non limitiamoci a questo. È verosimile che per la storia, le caratteristiche, gli assetti produttivi, i territori e le catene del valore industriale sedimentate nei distretti del Nord ripartano prima ,recuperando ed elaborando nel tempo le ferite sociali e personali con un nuovo scatto di reni. Nel Mezzogiorno e nella nostra regione il ‘cosa fare’ per risalire la china richiederà verosimilmente più fatica e la risalita sconterà necessariamente più fatica, più affanno e più malessere e marginalità sociale. È intorno a queste valutazioni che si snoda la nostra idea-proposta di Fondo mutualistico che ha proprio la caratteristica di strumento finanziario a diretta emanazione regionale, con l’ausilio ed il sostegno dei soggetti legati alla rappresentanza sociale ed imprenditoriale. Il Fondo, auto sostenuto sul mercato finanziario, può partire con una dote di costituzione, a valere di risorse recuperate dalla riprogrammazione dei Fondi Ue, impegnati per il FSE a livello nazionale per soli 4,8 mld di euro. In queste drammatiche ore si sta facendo strada l’ipotesi, che noi invece consideriamo non solo come tale ma una strada perseguibile, di utilizzare i soldi europei per darli a cittadini ed imprese con strumenti e procedure innovativi. Ma non solo fondi comunitari. La dote di costituzione del Fondo può contare su diverse traiettorie: prestiti derivanti da operatori internazionali (Bei-Banca Europea per gli Investimenti); svincolo di impegni per opere e per piani annunciati ma non avviati; programmi di rilancio per il sostegno alle imprese del Sud connessi al ‘salvataggio’ della ‘Popolare di Bari’; garanzie per finanziamenti non coperte da Medio credito centrale.
E poi c’è tutta la partita che torna di grande attualità dell’impiego più produttivo delle royalities derivanti dalle risorse energetiche (petrolio e gas) e idriche, di risorse speciali da ricontrattare con Eni ed i players operanti in Basilicata. Qualcuno dovrebbe ricordare che la Uil e il Cssel in tutti questi anni hanno condotto un’iniziativa asfissiante per la costituzione del Fondo Sovrano che se ora ci fosse avrebbe rappresentato più che un’ancora di salvezza, un’autentica cassaforte regionale. Andiamo oltre fino ad immaginare di mobilitare a garanzia dell’operazione ogni commodities derivante dalla fruizione corretta dei beni comuni (forestazione produttiva, crediti di carbonio etc,..). È chiaro che il trust di valori assegnati al Fondo deve essere curato da soggetti di grande affidabilità professionale per la cura delle operazioni di impiego sui mercati finanziari: si può immaginare un pool di soggetti bancari insieme a ‘Sviluppo Basilicata’. Primo compito del Fondo è fornire valori e prodotti al fabbisogno di prima liquidità immediata delle PMI per risarcire il ristagno e lo stop da caduta della domanda. E poi sostenere la ‘seconda liquidità’ che le imprese, ad emergenza sanitaria declinante, si troveranno a dover affrontare.A cominciare dal far fronte agli impegni del micro credito. Questo primo blocco di soggetti beneficiari, oltre alle pmi racchiude quel vasto mondo delle partire iva che sono e saranno le più esposte al rischio di soccombenza, perdendo valori, storie e capacità d’iniziativa (in Basilicata sono circa 48 mila le figure afferenti questa sfera di attività). Questi soggetti da riconnettere in una rete diffusa ed allargata ai 100 ‘paesi polvere’ con aiuti a breve termine, devono essere rimotivati a ripartire in un contesto di mercato modificato. Pensiamo a cosa muta in questi giorni e che forse potrà essere il ‘continente inesplorato’ di un mercato ‘mutato’. Pensiamo alle imprese che si rimodulano per produrre dispositivi di sicurezza. Ma anche alle competenze digitali accresciute; è il caso dei pensionati che hanno imparato ad utilizzare il bancomat o l’internet banking, allo smartworking, senza dimenticare alunni e docenti che stanno imparando insieme le tecniche di apprendimento a distanza. Ecco ci vorrà anche una struttura speciale regionale che aiuti con competenza la gente delle partite iva e delle pmi insieme a mondo sindacale, associativo, patronati a curare marketing territoriale. Una leva di ‘attivatori territoriali’ che aiuti la risalita creativa della platea dei soggetti anche con il modello di contratti di rete già previsti e diffusi con il sostegno di Invitalia che dovrà rimodulare la sua “mission”. Il Fondo poi dovrà avere una seconda gamba nel blocco dei bisogni e delle risorse delle famiglie nelle funzioni di cura e di rilancio dei progetti di quella fascia di mondo giovanile rientrato e che resta una risorsa per le aree interne. Il Fondo potrà operare su questa platea attraverso prodotti di prestiti d’onore o di erogazione fiduciariacome dote-famiglia . Infine il terzo settore. La terza gamba dei beneficiari del Fondo.
La suggestione è di Carlo Borgomeo (Fondazione con il Sud). Un intervento per sostenere le organizzazioni di Terzo settore (associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e cooperative sociali) mediante la concessione di contributi a fondo perduto da erogare, non in base ad una faticosa selezione di progetti, ma a tutte le organizzazioni che rispondano a requisiti minimi di continuità, di esperienza, di radicamento nei territori.

Sono già oltre 300 le domande inoltrate dalle imprese artigiane lucane per il tramite dei loro consulenti, a seguito di accordi sindacali, per proteggere in questa prima finestra, ben 1.000 lavoratori del comparto artigiano. Lo riferisce il coordinatore regionale UIL Artigianato Diego Sileo citando  dati Ebab (Ente Bilaterale Artigianato Basilicata). L’Ente – sottolinea - è stato fra i primi a reagire con il Fondo di Solidarietà (F.S.B.A.), non appena si è capito cosa stava diventando per l’Italia e per la Basilicata la diffusione del Covid-19 e a decidere di mettere in campo tutta la capacità operativa nella tutela dei lavoratori dipendenti e delle imprese. Da F.S.B.A., e non dalla Cassa integrazione in deroga, saranno erogati gli ammortizzatori sociali con la causale COVID 19 ai dipendenti di imprese artigiane sospesi dall’attività lavorativa.

“I lavoratori interessati già nelle prossime settimane avranno modo di ricevere la prestazione per un importo pari all’80% della retribuzione (tetto di circa 1.200€), con l’impegno del Fondo bilaterale anche a corrispondere all’Inps l’importo dei contributi previdenziali”.

Per il momento – riferisce Sileo - le domande sono coperte fino alla fine del mese di marzo, ma già dai primi del mese di aprile potranno essere inserite le nuove domande, fino alle 9 settimane previste dal Decreto Legge, e fino alle 20 settimane di massimo intervento previsto da F.S.B.A..

Molte aziende, finora al di fuori della bilateralità pur essendovi tenute per contratto e per legge, stanno oggi regolarizzando la posizione pur di poter accedere alle prestazioni per i loro dipendenti.

Al contempo, le Parti Sociali dell’Artigianato nazionali (Confartigianato, CNA, CASA e CLAAI e CGIL, CISL e UIL) stanno verificando con il Governo la dotazione finanziaria della quale sarà dotato F.S.B.A. per far fronte alle domande già ricevute, alle altre migliaia e migliaia annunciate sul piano nazionale, ai tanti lavoratori che necessitano di questo ammortizzatore sociale.

“Nel frattempo la macchina lavora a pieno regime: Enti bilaterali regionali con i loro operatori, presidenze e direttori, dirigenti locali delle Associazioni artigiane e dei Sindacati, tutti che contano su procedure informatiche efficienti. Per tutti loro – dice il dirigente della Uil -  un ringraziamento ed un apprezzamento per un lavoro del quale si avvalgono in questa fase soprattutto i Consulenti del lavoro ed i professionisti” . L’obiettivo comune di Sindacati e Associazioni datoriali, ma anche dell’intero sistema: utilizzare appieno questo strumento della Bilateralità artigiana, includere tutte le imprese e i lavoratori, affiancare le aziende e gli imprenditori in questo momento difficile, assicurare un reddito a tutti i lavoratori dipendenti del Comparto artigiano in questa fase sospesi dal lavoro. Preparare e sostenere la ripartenza di tutto l’Artigianato e, con esso, l’intero Paese.

Ci sarà anche la possibilità di reateizzare la propria posizione. Gli artigiani che finora sono restati fuori dalla bilateralità artigiana, trovano una vera opportunità per le aziende e per i lavoratori nel sistema bilaterale, anche quanti non sempre sono stati ben consigliati negli anni. Ribadiamo come UIL di Basilicata, e come Coordinamento Regionale per l’Artigianato, che F.S.B.A. è per tutti. Sarà possibile a breve per le aziende regolarizzare la posizione anche a rate.

Questo è l’impegno delle Parti Sociali dell’Artigianato assunto ieri. Una precisa volontà, un approccio veramente inclusivo verso le aziende e i lavoratori oggi fuori dal sistema.

“Auspichiamo - conclude Sileo - che nessun lavoratore del comparto senta su di se il peso di questa crisi, ma comprenda che c’è speranza per il futuro di ripresa che ci attende.”

 

 

Intervento del Coordinatore UIL Artigianato Basilicata sul Fondo di solidarietà bilaterale per l'artigianato

Da una parte l’emergenza sanitaria, dall’altra quella legata al futuro del comparto produttivo lucano. Passata la tempesta che ne sarà delle nostre aziende? Ne parliamo con il segretario regionale della Uil, Vincenzo Tortorelli: «I numeri dei contagi sono ancora bassi ma vanno intensificati gli sforzi partendo dal rafforzamento e della messa in sicurezza del sistema sanitario regionale».

In che modo? «Dispositivi di sicurezza individuali adeguati e sicuri per tutti, tamponi a tutto il personale sanitario e dei servizi, separazione attraverso un percorso specifico dei reparti Covid-19 dal resto delle unità operative degli  ospedali, assunzione di nuovo personale sanitario a partire da tutte le graduatorie in essere».

Sul fronte organizzativo la Regione punta sull’ospedale di Venosa per ampliare la disponibilità di posti per la terapia intensiva. Cosa ne pensa? «È la scelta giusta. Non ci convince, però, la decisione di smantellare i posti di Terapia Intensiva, già presenti ed attrezzati presso l’ospedale di Pescopagano».

Il sistema di emergenza sanitaria fa capo alla Task force regionale. Crede che stia operando al meglio?

«Penso che sia indispensabile la nomina di un “Commissario Speciale” che dovrebbe avrebbe un ruolo di “comando unico” per il contenimento del virus sul territorio, per gli approvvigionamenti e per la logistica ospedaliera.

Smantellando la Task force? «No, magari integrandola o avvalendosi del consulto di figure di alto spessore tecnico-scentifico. Occorre una riscrittura ed articolazione della rete territoriale dei servizi e studiare misure per tenere in carico le diverse fasce di popolazione che non possono rimanere nel limbo assistenziale ora e dopo l’emergenza. Esempi concreti di intervento a domicilio di équipe dedicate sono sperimentate nelle realtà colpite dal contagio al Nord tra cui Piacenza».

Sul fronte del rapporto con i cittadini ci segnalano ritardi nei tamponi e nelle comunicazioni sulla positività o meno...

«È vero, i cittadini ci chiedono più rapidità nella gestione dei contagiati e dei loro familiari. Molte volte vengono lasciati a casa in quarantena (giustamente) ma hanno bisogno di supporto, di informazioni più precise e dettagliate e di un supporto anche psicologico (molti familiari vanno in confusione). Ecco anche per questo un comando unico aiuterebbe».

Anche l’economia lucana soffre in questa emergenza...

«In questo momento la priorità assoluta è la salvaguardia della salute dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini. In coerenza con il sacrosanto mantra “io resto a casa”, noi chiediamo semplicemente che tutti quelli che possono debbano restare a casa. A questo proposito, l’ultimo Dpcm rappresenta un passo avanti, ma non basta ancora, perché ci sono altre attività che vanno sospese. Inoltre, il Protocollo del 14 marzo non è stato ancora compiutamente attuato in tutti i luoghi di lavoro e, dunque, la sicurezza non è sufficientemente garantita dappertutto. Peraltro, anche lì dove si svolgono servizi, spesso, da eroi, come nella sanità, nella protezione civile, nella sicurezza pubblica, o essenziali, come ad esempio nelle filiere agroalimentare e farmaceutica, solo per citare quelle necessarie alla sopravvivenza, non sempre la sicurezza è assicurata. Per questi lavoratori, inoltre, chiediamo che sia aumentato significativamente il bonus già previsto dal Governo. Ebbene, se non stringiamo tutte le maglie lì dove è possibile, anche quelle attività davvero imprescindibili vengono messe a rischio e le ripercussioni sull’intero Paese possono diventare drammatiche ».

Una volta superata l’emergenza cosa si dovrebbe fare. L’Accordo quadro per la Cassa integrazione in deroga è la strada giusta?

«È un primo strumento positivo per garantire che tutti quelli che hanno perso il lavoro ricevano l’indennità salariale. Vorremmo che il metodo concertativo diventasse per la Giunta Bardi pratica quotidiana in tutti i settori e non sporadica. La «mission» del sindacato resta: nessuno sarà lasciato da solo. Tra le priorità: la manodopera agricola indispensabile alle aziende per far arrivare i prodotti specie ortofrutticoli nelle case. La grande campagna di raccolta nel Metapontino come nel Vulture-Alto Bradano ha sempre richiesto manodopera extraregionale ed estera che ha difficoltà di movimento. È un nodo che va affrontato come quello della graduale riapertura dei cantieri di costruzione di opere infrastrutturali indispensabili. Ci sono poi i servizi socio-assistenziali per i nostri anziani, ancora più strategici in questa fase di tutela della salute, che diventano un nuovo settore di lavoro, sia pure ancora con gradualità e sistema simile al lavoro agile (centri ascolto e di informazione, assistenza con sistema skype). Dobbiamo inoltre pensare già adesso alla Fca Melfi e all’indotto per il “dopo Coronavirus”. In una fase successiva – che auspichiamo a più breve tempo possibile – si dovranno affrontare tutti i temi della ripresa produttiva e dell’occupazione».

"E' urgente ora saper coniugare salute, organizzazione produttiva e nuove conquiste oltre la drammaticità di questa situazione". Lo ha scritto, in una nota sull'emergenza coronavirus, il Segretario regionale della Uil, Vincenzo Tortorelli, il quale ha lanciato un appello "ai decisori pubblici, alla sfera delle responsabilità politiche regionali e locali" di "immaginare ora una Basilicata che cambia strada a partire dalla radicalità della crisi attuale". Secondo il rappresentante sindacale, "l'emergenza coronavirus ha una rilevanza del tutto nuova nell'economia e nella società regionale e ci impone una riflessione straordinaria per modificare all'altezza della sfida i programmi e le priorità del sindacato e delle organizzazioni sociali più vaste. Per ritrovare coesione, senso civico, spirito solidale ed umano, nel tempo della rischiosità, per intraprendere un cammino nuovo".

Per Tortorelli "serve una politica complessiva di sviluppo, con una prospettiva di medio periodo, che preveda investimenti, pubblici e privati, orientati all'innovazione ed alla sostenibilità, alla buona occupazione, al potenziamento delle infrastrutture sociali, alla competitività, all'inclusione sociale e al miglioramento dei servizi pubblici per imprese e cittadini. Ci sono tanti spunti e proposte nei documenti degli Stati generali del lavoro e del Manifesto unitario".

La Basilicata deve "perseguire - ha concluso Tortorelli - la via energica e suggestiva dell'autonomia e della convivialità, nell'ampliamento dei diritti e dell'uguaglianza sostanziale tra le persone, nel welfare, nel mondo del lavoro e nelle ragioni dell'impresa: con un nuovo inizio".

La UIL Basilicata considerata la massima allerta per la fase acuta di emergenza sanitaria e sociale che il nostro Paese e la nostra regione stanno attraversando, comunica che manterrà aperte le proprie sedi assicurando un presidio per le urgenze, assumendo presso le sedi UIL, di Patronato ITAL e assistenza fiscale CAF, tutte le precauzioni utili per tutelare la salute degli utenti e degli operatori, in ottemperanza alle prescrizioni contenute nel DPCM: l’accesso agli sportelli sarà contingentato, mediante appuntamento e solo per urgenze, con le dovute attenzioni al rispetto delle distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro. Nel caso di accesso fisico agli sportelli gli utenti sono invitati a limitare, ove possibile, il numero degli accompagnatori.

La UIL di Basilicata garantisce la propria assistenza anche mediante i canali telefonici e digitali (e-mail, Socialnetwork, iUIL …) pertanto sollecita i propri iscritti e tutti i cittadini a prediligere questa comunicazione.

Gli indirizzi e i contatti dedicati ai quali rivolgersi sono:

UIL BASILICATA
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? 0971.411435-0971.410556-0971.444221

ITAL
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? 0971.411435-0971.444221-0971.410556;

CAF
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? 0971.469459

Inoltre, è attivo il nuovo servizio iUIL - Connettiti a noi, un servizio on-line innovativo di consulenza e assistenza per i propri iscritti e per tutti i cittadini.
Il servizio non richiede registrazione, basterà infatti collegarsi al portale www.uilbasilicata.it o al link diretto http://iuil.uilbasilicata.it/ e compilare il modulo di richiesta supporto per essere connessi in modo semplice e veloce a tutti i servizi offerti dalla UIL (assistenza fiscale CAF, ammortizzatori sociali, malattie professionali, cause di servizio ed equo indennizzo, lavoro domestico, previdenza, pensioni, maternità e paternità, trattamenti di famiglia, sanità e malattia, immigrazione, Disabilità, ect).
Nella WebForm bisogna inserire obbligatoriamente nome e cognome, e-mail, il servizio per il quale si richiede assistenza, il quesito e autorizzare al trattamento dei dati personali.
La UIL, con questo nuovo servizio, conferma la propria vicinanza e il proprio impegno a difesa della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati e di tutti i cittadini da oltre 70 anni.

È attivo il nuovo servizio iUIL - Connettiti a noi
La Uil Basilicata, al fine di garantire l’osservanza delle indicazioni ministeriali per il contrasto e il contenimento del COVID-19, ha attivato un servizio on-line innovativo di consulenza e assistenza per i propri iscritti e per tutti i cittadini.
Il servizio non richiede registrazione, basterà infatti collegarsi al portale www.uilbasilicata.it o al link diretto http://iuil.uilbasilicata.it/ e compilare il modulo di richiesta supporto per essere connessi in modo semplice e veloce a tutti i servizi offerti dalla UIL (assistenza fiscale CAF, ammortizzatori sociali, malattie professionali, cause di servizio ed equo indennizzo, lavoro domestico, previdenza, pensioni, maternità e paternità, trattamenti di famiglia, sanità e malattia, immigrazione, Disabilità, ect).
Nella WebForm bisogna inserire obbligatoriamente nome e cognome, e-mail, il servizio per il quale si richiede assistenza, il quesito e autorizzare al trattamento dei dati personali.
La UIL, con questo nuovo servizio, conferma la propria vicinanza e il proprio impegno a difesa della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati e di tutti i cittadini da oltre 70 anni.

La crisi del comparto artigiano dovuta al Coronavirus non può fermare le imprese artigiane.

“La UIL di Basilicata da anni con il suo Coordinamento Regionale – spiega il responsabile Diego Sileo – lavora per la tutela dei lavoratori dipendenti del comparto che scontano le difficoltà di essere quelli con la retribuzione più bassa e di lavorare in imprese artigiane piccole, spesso a dimensione familiare, dunque soggette ai continui mutamenti del mercato del lavoro. La pandemia del Coronavirus realizza una brutta pagina per il settore che porta dinanzi ai nostri occhi la chiusura di tante imprese artigiane. La Bilateralità Nazionale e Regionale ha dunque pensato ad uno strumento agile che sfrutta le risorse derivanti dai versamenti al Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato per difendere i lavoratori con un assegno di sostegno al reddito ed evitare sospensioni incresciose e licenziamenti.” 

Il 26 febbraio le confederazioni artigiane CONFARTIGIANATO, CNA, CASARTIGIANI, CLAAI e le confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL Nazionali del settore si sono attivate per fronteggiare gli effetti della pandemia che sta colpendo tutti i settori del mercato del lavoro, sottoscrivendo nello specifico per l’artigianato un accordo interconfederale che prevede per tutte le imprese e i lavoratori iscritti a EBNA-FSBA un intervento specifico fino a venti settimane nell’arco del biennio mobile connesso a sospensioni dell’attività aziendale determinate dal diffondersi dei contagi da COVID-19. L’intervento riguarda tutto il territorio nazionale e non solo le “zone rosse”. Con questa delibera d’urgenza che recepisce l’accordo, si consente da subito che gli EBT (Enti Bilaterali Territoriali) e qui in Basilicata l’EBAB (Ente Bilaterale Artigianato Basilicata) si attivino immediatamente per rispondere con la massima tempestività alle richieste delle imprese in difficoltà e a supporto del reddito dei lavoratori dell'artigianato.

La UIL di Basilicata fa sapere che tramite la pagina facebook “UIL ARTIGIANATO BASILICATA” oppure contattando l’EBAB al 0971 601204 si possono avere maggiori informazioni, fermo restando il rimando al sito nazionale www.fondofsba.it.

I Lavoratori del comparto non sono soli.

“Consapevoli della difficile fase che l’intero paese attraversa a causa della emergenza da coronavirus, non possiamo non ribadire con grande fermezza che assicurare la salute e la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro rappresenta un elemento fondamentale, non solo per assicurare la tutela del diritto alla salute dei singoli lavoratori, ma per contenere il rischio epidemiologico a garanzia della salute pubblica”. È quanto affermano in una nota i segretari generali Cgil, Cisl, Uil Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Vincenzo Tortorelli. I tre leader sindacali hanno inviato una lettera al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, ai prefetti di Potenza e Matera, alle due aziende sanitarie locali Asm e Asp, nonché a Confidustria, Confapi, Legacoop e Federazioni di categoria.

“Se l’emergenza in corso e le misure dettate dal Dpcm dell’11 marzo 2020 hanno imposto ai singoli cittadini di modificare sostanzialmente le proprie abitudini e gli stili di vita – continuano Summa, Gambardella e Tortorelli – tali misure sono ancor più vincolanti per tutti i datori di lavoro, tenuti ad adottare in tutte le attività produttive e professionali misure necessarie a tutelare la salute dei prestatori di lavoro.  Ora, più che mai – affermano – è necessario innalzare il livello di attenzione per prevenire il diffondersi del virus e salvaguardare, la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori che in molti settori, sono tutt’oggi chiamati a svolgere la propria attività.

Proprio  in ordine alle attività produttive e professionali che non risultino sospese dal  Dpcm, 11 marzo 2020 è necessario assumere protocolli di sicurezza anti- contagio, garantendo la distanza minima tra soggetti, azzerando le situazioni di promiscuità, favorendo tutte le attività che possono essere svolte in modalità lavoro agile ma, anche sulla base delle valutazioni di maggior tutela, adottando interventi di natura organizzativa e adeguate e specifiche misure igienico sanitarie con una costante e ripetuta sanificazione degli ambienti di lavoro e la distribuzione di specifici dispositivi di protezione individuale. Laddove non ricorrano i presupposti per garantire ai lavoratori e alle lavoratrici condizioni effettive di sicurezza – aggiungo i tre segretari – è bene procedere alla riduzione delle attività produttive sino anche alla loro sospensione, se necessaria ad assicurare la tutela del fondamentale ed imprescindibile diritto alla salute”.

 Summa, Gambardella e Tortorelli chiedono “particolari misure nel settore del trasporto pubblico, dove, oltre alla necessaria sanificazione – dichiarano – occorrono specifiche disposizioni per limitare il numero massimo di viaggiatori. L’assenza di condizioni oggettive atte a garantire il cosiddetto distanziamento sociale rappresenta un concreto rischio di contagio indebolendo le altre misure adottate. L’emergenza di fronte alla quale ci troviamo richiede grande chiarezza e nettezza nelle misure che si adottano: siamo di fronte a una situazione inedita che, se non direzionata, oltre che essere esplosiva per la sostenibilità economica e sociale rischia di esserlo sotto il profilo della sostenibilità democratica, vista la  situazione di conflittualità che si sta determinando anche in alcuni luoghi di lavoro.
Per questo, con grande senso di responsabilità e con l’obiettivo comune di arginare questa epidemia chiediamo – concludono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – di porre in essere tutte le azioni necessarie e svolgere le necessarie attività di verifica e controllo affinché le aziende rispettino le misure da adottare in tutti i settori produttivi della nostra regione. In particolare, considerato il gran numero di lavoratori impegnati nell’FCA -il più grande sito produttivo regionale – e nel suo indotto e il conseguente elevato rischio di contatti e contagi possibili sia durante le fasi produttive che nel corso degli spostamenti che interessano migliaia di lavoratori, chiediamo la sospensione delle attività della FCA e delle industrie dell’indotto dell’area industriale di San Nicola di Melfi fino a quando non sarà data piena ed effettiva attuazione a tutte le misure previste dal DPCM 11 marzo”.
Mercoledì, 11 Marzo 2020 16:25

CGIL CISL UIL Video Call con Governatore Bardi

Nella videoconferenza tenutasi questa sera con il Presidente Bardi e i rappresentanti delle associazioni industriali, abbiamo posto unitariamente come CGIL, CISL e UIL di Basilicata tre questioni prioritarie:

1. Per l'emergenza sanitaria è indispensabile garantire piena sicurezza a tutti gli operatori impiegati, in coerenza con il decreto legislativo 14 del 9 marzo; potenziare gli organici anche attraverso la proroga dei contratti a termine almeno sino al 31 dicembre prossimo e comunque utilizzare tutti gli strumenti di reclutamento straordinario del personale previsti dal prefetto decreto. È ineludibile un piano straordinario per mettere in condizione tutte le strutture ospedaliere e i presidi sul territorio di assolvere al meglio a tutte le necessità derivanti dall’emergenza legata al #coronavirus.

2. Per i servizi di trasporto pubblico garantire la sanificazione degli autobus, treni locali e le condizioni di tutela per i lavoratori pendolari. In previsione della ripresa dell'attività della Fca e degli stabilimenti dell'indotto utilizzare questo periodo di interruzione per definire misure adeguate;

3. Interventi socio-economici per i lavoratori specie delle piccole e medie imprese a cominciare da un piano straordinario d’investimenti per sostenere il sistema produttivo insieme agli ammortizzatori sociali in deroga; quanto al lavoro agile (smart working ) sono necessari incentivi maggiori di quelli già annunciati, utilizzando tutti i residui dei fondi comunitari non spesi.

I Segretari di Cgil Cisl e Uil hanno, inoltre, ribadito la necessità di istituire un tavolo permanente di confronto con le parti sociali che consenta di monitorare tutte le criticità e valutare rapidamente le azioni da intraprendere.

Il Presidente Bardi, tenendo conto anche delle richieste pervenute dalle parti sociali, ha annunciato che domani sarà deliberato un provvedimento non solo per potenziare il trasporto pubblico ma anche per garantire gli indici di sicurezza indispensabili per tutelare i lavoratori.
Insieme all'Assessore Leone e al Dott. Esposito inoltre si sta provvedendo al potenziamento del personale sanitario e alla dotazione di mascherine e dispositivi di sicurezza.

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