Articoli filtrati per data: Giugno 2020

Uil: “Mettere in sicurezza fragilità sociali e programmare il dopo covid-19”. Di seguito la nota integrale.

Una regione come “organismo-sociale” che sostenga le tante fragilità sociali – circa 50/60mila persone e famiglie sottoposte ai gravi disagi provocati dalla crisi Covid-19 – e che “transiti” verso un nuovo mondo fatto di cura delle persone, istruzione/formazione, cultura, intrattenimento, turismo di prossimità, energia auto-prodotta, qualità abitativa. È il progetto-idea lanciato dal Consiglio Confederale della UIL che è tornato a riunirsi a Potenza, ancora in web, per fare il punto su quanto è stato realizzato sinora per affrontare l’emergenza sanitaria e definire una strategia complessiva per affrontare la nuova fase, anche se – avvertono i dirigenti della UIL – il virus non conosce le fasi 1, 2 e 3 e quindi non bisogna abbassare l’attenzione e la prevenzione.
Il Segretario Generale, Vincenzo Tortorelli, ha ripercorso le tappe degli ultimi mesi di lavoro. “Abbiamo puntato, da subito, a schierare il sindacato su un territorio antico e nuovo: quello della difesa sociale, come attore capace di farsi carico della drammatica inattesa nuova condizione della gente e delle comunità. E continuiamo a presidiare quel delicato territorio tra sicurezza e necessaria, indispensabile ripresa economica. Questo con un grande sforzo di partecipazione ai tavoli locali di presidio della salute in un contesto mutato. Cercando sempre di legare l’emergenza con la definizione di nuove prospettive. Immaginando di interpretare i segni profondi di questa crisi come tracce di nuove opportunità.
Ma – ha aggiunto Tortorelli, spronando l’intero gruppo dirigente, i delegati, gli iscritti – oggi bisogna fare di più, occorre un grande sforzo di progettazione sociale e occorre far percepire il sindacato come grande organizzatore e costruttore di nuove relazioni sociali, di nuove visioni generali, complesse ed all’altezza dei tempi drammatici che viviamo nel rappresentare idee e bisogni del tutto nuovi.
Abbiamo bisogno di riequilibrare poteri e cambiare organizzazioni, e di modificare radicalmente “come” si fanno le cose e “come” si usano i poteri e denari pubblici.
È evidente che – ha detto il segretario della Uil con un linguaggio “diretto” – facciamo fatica a ritrovare nell’attuale compagine di governo regionale una chiara visione delle cose da fare, un vero e proprio progetto strategico. C’è una sorta di arroccamento e di spaesamento della Giunta regionale che rischia di portare lontano l’Istituzione dai bisogni reali della comunità regionale. Sfugge l’impianto delle decisioni e delle scelte che appaiono separate e settoriali. Penso, per tutte, alla faticosa risalita, nel dopo Covid, delle funzioni dell’assistenza sanitaria mentre si presenta uno schema di riordino centrato su due mega aziende, senza ripartire da una rivisitazione complessiva tra ospedale e territorio superando le criticità e le inefficienze registrate e senza interpretare i nuovi emergenti bisogni di salute. Ora deve essere chiaro che spetta al Governo regionale, superando limitate visioni pregiudiziali nelle relazioni sindacali, formulare una proposta compiuta di pianificazione che comunque tarda ad arrivare”.
In tema di relazioni sociali Tortorelli è stato chiaro: “Ci chiedono di fare proposte sui diversi temi, ma è evidente il rischio di cadere nella frammentazione e nella deriva dispersiva di opere ed interventi slegati da una visione complessiva. È sempre in agguato il pericolo dello spezzettamento delle questioni. Nei limiti dati, abbiamo accettato unitariamente, con CGIL CISL, di sederci ai tavoli pur dopo le sconsiderata battute ed accuse di essere ancorati a posizioni ottocentesche.
In un confronto serrato e dettagliato con il Presidente cerchiamo comunque di censire, settore per settore, dal turismo all’agroindustria al terziario, un elenco delle cose da fare e da tradurre in scelte operative.
È chiaro comunque che, insieme a risultati ed obiettivi conseguiti in questo lavoro congiunto ai tavoli di settore, noi dobbiamo essere sempre vigili e sempre meglio attrezzati a rappresentare i programmi e le cose da fare, con completezza per definire lo scenario le battaglie del nuovo sviluppo. Per rilanciare i temi di fondo e le azioni da intraprendere per indirizzare la ripresa. E su questi temi impegnarci per concordare intese con le alte forze sociali. Cooperare, fare insieme, costruire il sindacato della Basilicata dell’altrove, che parla opera e si muove.
Un sindacato critico e costruttivo che tuttavia tiene ben chiaro in testa la prospettiva di regione per cui si batte”.
Infine il riferimento al cambio della guida nazionale alla Uil. Al termine di un percorso condiviso da tempo, raggiunti gli obiettivi di messa in sicurezza e di crescita dell’Organizzazione, Carmelo Barbagallo comunicherà l’intenzione di lasciare la segreteria generale e proporrà alla guida della UIL l’attuale Segretario Generale aggiunto, Pierpaolo Bombardieri. La proposta, discussa dall’Esecutivo, sarà poi posta all’attenzione del Consiglio confederale nazionale, già convocato per il prossimo 4 luglio a Roma, che deciderà e voterà il nuovo Segretario generale della Uil.
Una tappa importante per la Uil lucana che già da tempo ha intrapreso il percorso del ricambio del segretario regionale e dell’adeguamento del modo di essere sindacato sui territori e tra i cittadini.
SCHEDA PROGRAMMATICA UIL
I punti cardine sono:
– La crescita Smart. Sviluppo, crescita e competitività dei comparti produttivi strategici per il territorio.
– Pacchetti localizzativi destinati a nuovi investitori. Puntare ad attrarre imprese del settore farmaceutico, biomedicale e delle attrezzature sanitarie ed igieniche.
– Imprese agroindustriali, stante la necessità di rilocalizzare tale filiera, per “accorciarla” dal punto di vista geografico, avvicinandola maggiormente ai consumatori.
– Imprese dell’Ict, dei servizi on line, dell’e-commerce e della logistica on line che con la crisi sanitaria, hanno conquistato nuove quote di mercato.
– PMI operanti nella componentistica per la produzione di energia rinnovabile.
– Rafforzamento del settore portante dell’automotive.
– La Rete tra Università, Enti di Ricerca e Imprese. Giovani, tecnologie e saperi.
– L’Innovazione Verde e Transizione Energetica. La svolta green per l’ambiente e l’energia.
– La cultura del Territorio. Agricoltura, agroalimentare e ruralità.
Gli strumenti anticrisi messi in campo a livello europeo ed italiano non saranno sufficienti. Il sistema ha necessità di uno scuotimento. Servono due grandi piani per legare l’emergenza allo sviluppo.
Un Fondo di investimento sociale regionale, una grande manovra-ponte di sostegno, di empowerment dei soggetti sociali e delle famiglie colpite dalla crisi che rinforzi la capacità reddituale, di consumo e bisogni essenziali delle famiglie e dei ceti in discesa sociale per i colpi della crisi da Covid.

I dati dell'Ispettorato nazionale del lavoro che riferiscono di 37mila madri-lavoratrici che si sono dimesse nel 2019, con una crescita specie al Sud e i continui  allarmi per le conseguenze della crisi da Covid-19 sull'occupazione femminile, richiedono grande attenzione e una specifica iniziativa sindacale. Lo afferma Anna Carritiello, della segreteria regionale Uil Basilicata con delega alle Politiche di Genere.  

Nella «Relazione annuale sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri» - continua - emerge chiaramente come la motivazione principale sia la difficoltà di conciliare l'occupazione lavorativa con le esigenze di cura dei figli per una serie di motivi come l’assenza di parenti di supporto, venuti meno in particolare durante la lunga fase di locdwon,  gli elevati costi di asilo nido o baby sitter, il mancato accoglimento al nido. Le convalide di dimissioni nel 60% dei casi hanno interessato lavoratrici e lavoratori con un solo figlio o in attesa del primo.

E’ la stessa direzione nazionale dell’Ispettorato a segnalare che «l'evolvere dello scenario post Covid» rischia di «amplificare le aree oscure di elusione e di irregolarità in danno dei lavoratori, ed in particolare delle categorie più fragili e vulnerabili», mentre il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo assicura «l'intenzione di avviare una seria azione di contrastato al part-time involontario e introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni».

Sta dunque accadendo – dice Carritiello – quello che temevamo: il Family Act della Ministra Bonetti, approvato di recente dal Consiglio dei Ministri rappresenta un buon punto di partenza ma va necessariamente migliorato ed attuato in tempi più rapidi, altrimenti si rischia di comprometterne l’efficacia.

A questo si aggiunge, come ha rilevato il nostro Centro Studi Uil, che gli effetti Covid-19 su occupazione ed economia in Basilicata sono più pesanti per le madri-lavoratrici, specie per quante hanno fruito di congedi parentali, con gravi conseguenze sulla capacità di reddito, oltre al numero elevato di lavoratrici in cassa integrazione con perdite oscillanti tra i 400 e i 700 euro al mese.

I dati Istat di recente elaborati e commentati dal CSSEL (Centro Studi UIL) e dalla UIL di Basilicata sul mercato del lavoro sono autorevolmente confermati dalla informativa sui rapporti di lavoro precario oggi diffusi dall’INPS.
L’impatto Covid-19 in Basilicata ha manifestato una corposa contrazione dell’occupazione nel primo trimestre 2020 di circa 7mila unità rispetto al trimestre precedente, attestandosi sulle 185mila unità di cui bisogna considerare circa 5mila in cassa integrazione. Un dato reso ancor più preoccupante, per il CSSEL UIL e per la UIL di Basilicata, per l’incremento dell’inattività dentro cui si ritrovano fasce giovanili ed adulte che si ritirano dal mercato del lavoro percepito come privo di prospettive occupazionali.
L’insieme di questi fenomeni, che segnalano una refrattarietà del mercato del lavoro lucano alla crescita, è confermato dalla dinamica dei flussi assunzionali dell’Osservatorio Precariato Inps su scala nazionale.
I dati riferiscono una forte contrazione (-24%) delle assunzioni, particolarmente rilevante nel mese di marzo, dovuta all’emergenza legata alla pandemia COVID-19. Ad essere interessate sono state tutte le tipologie contrattuali, in particolare di contratti di lavoro a termine (stagionali, intermittenti, somministrati, a tempo indeterminato).
Flessione altrettanto grave si registra anche per le trasformazioni da tempo determinato (-26%), quando avevamo rilevato un volume eccezionalmente elevato, anche per la Basilicata, per effetto dell’impatto delle normative del “Decreto Dignità”.
Il saldo occupazionale, già in progressiva flessione negli ultimi mesi del 2019, è divenuto negativo a febbraio (-29.000) raggiungendo il valore di -254mila posizioni di lavoro rispetto a marzo 2019.
L’impatto Covid-19 ha fortemente interessato i contratti a termine, accentuandone la tendenza alla flessione. Il saldo dei rapporti a termine a marzo 2020 è risultato paro a -359mila, con un forte incremento rispetto a febbraio (-253mila).
Risultati negativi si registrano per i somministrati (-101mila) e stagionali (-78mila).
Per il Segretario Generale UIL Basilicata, Tortorelli, occorrono misure straordinarie di politiche del lavoro per creare opportunità formative e occupazionali di transizione verso il rilancio dei settori produttivi attraverso un quadro programmato di modernizzazione della regione.
Occorrono interventi anticiclici con l’impiego di un Fondo di investimenti sociali a sostegno delle famiglie, delle imprese e del lavoro. Si tratta di mobilitare notevoli risorse ancora non impegnate dei Fondi UE con una riprogrammazione finalizzata a rinforzare i soggetti sociali e produttivi colpiti da Covid-19 e nel contempo a riformare i servizi essenziali per la cittadinanza tra i quali urgente è il varo di un piano sanitario centrato sui nuovi bisogni di salute.

E’ on line e disponibile per la compilazione il questionario dell'indagine Inapp dal titolo  Dalla Fase 1 alla Fase 3: quale transizione? Il lavoro di uomini e donne in tempo di Covid-19 . L'indagine è rivolta a uomini e donne di più di 18 anni, distinti per tre profili lavorativi: lavoro dipendente, lavoro autonomo/indipendente e imprenditoria. L’obiettivo è, attraverso l’analisi in chiave di genere dei diversi aspetti del lavoro retribuito e non retribuito nel contesto di emergenza, accompagnare i cambiamenti in corso con un’attività di policy advice presso i referenti istituzionali. L’indagine è condotta dal gruppo di ricerca “Prospettiva di genere nel mercato del lavoro e nelle politiche pubbliche” della Struttura Lavoro e Professioni.

 Il questionario viene veicolato via web, social media e via mail secondo il protocollo seguito da tutti gli enti di ricerca ed Università in questo periodo e si compone di 5 brevi sezioni, diversamente percorribili a seconda delle caratteristiche dei rispondenti.

 La sezione 1 “parlaci di te” chiede informazioni generali sul profilo individuale e familiare.

La sezione 2 “il tuo lavoro/la tua condizione” chiede informazioni sull’occupazione.

La sezione 3 “la tua fase 2”, chiede informazioni sulla fase di transizione dalla fase 1 (marzo-3 maggio) e fase 2 (dal 4 maggio in poi): organizzazione del lavoro, organizzazione familiare, valutazione di misure, strumenti, situazioni anche in prospettiva. Domande specifiche sono rivolte a chi ha maturato o sta ancora effettuando lavoro da casa o a chi lo ha proposto ai dipendenti.

La sezione 4 “carichi familiari”, rivolta a chi ha figli o parenti in condizione di assistenza, riguarda la gestione dei carichi familiari tra le due fasi e la valutazione di specifiche misure di policy e indicazioni in prospettiva.

La sezione 5 “aspetti economici  e sociali” richiede informazioni sugli effetti economici e relazionali della situazione in ambito familiare, utilizzo delle misure previste dai decreti ed indicazioni di prospettiva.

In questo scenario domande specifiche sono rivolte anche a situazioni di rischio a noi ben note: discriminazioni, svalutazioni del lavoro, differenziali retributivi, rischio di rinuncia al lavoro e dimissioni “volontarie”, legame con lo stato di maternità o con carichi familiari ed altri. Ci sono anche alcuni item specifici che riguardano l'adesione e le relazioni sindacali. 

 L’indagine è anonima, costituita per assicurare la non identificabilità di chi compila e non consente nemmeno di tracciare i dispositivi da cui si compila. Pertanto, le risposte possono essere date in completa libertà. I dati sono trattati in modo aggregato e per fini statistici. Inapp fa parte infatti del Sistema statistico nazionale. L’indagine richiede mediamente 10/15 minuti di tempo.

 Ciò premesso è richiesto, nell’ottica della collaborazione e del comune interesse sulle risultanze, di poter contribuire alla diffusione di questo questionario. I destinatari sono tutte le persone maggiorenni (uomini e donne) che abbiano un'occupazione, anche se in questo momento sospesa. Più informazioni riusciremo ad avere maggiore sarà lo spettro informativo sulla situazione.

Il questionario può essere compilato dal computer, dal tablet e dallo smartphone.

Qui il link alle info delle indagini https://inapp.org/it/Rilevazioni_in_corso/il-lavoro-di-uomini-e-donne-tempo-di-covid-19-una-prospettiva-di-genere

 QUI IL LINK AL QUESTIONARIO https://survey.inapp.org/index.php/923152?newtest=Y&lang=it

 

Occorrono interventi anticiclici ed una visione straordinaria di impiego degli strumenti di welfare attraverso un Fondo di investimenti sociali

I dati del Primo Trimestre 2020 di fonte Istat rappresentano l’impatto forte di Covid-19 sul mercato del lavoro regionale.

Come da previsione CSSEL (Centro Studi Uil) e UIL Basilicata evidenziano che è corposa la riduzione dell’occupazione di 7MILA unità rispetto al trimestre precedente, con un dato complessivo di 184mila unità che riporta agli anni pre-crisi la base occupazionale lucana, diminuendo sia gli occupati uomini (-3mila) che donne (-4mila).

Nel contempo aumenta la sfera dell’inattività dentro cui ritroviamo larghe fasce di popolazione giovanile e adulta che si ritirano da un mercato del lavoro percepito come sterile e privo di prospettive occupazionali. Gli inattivi infatti crescono in 3 mesi di 12mila unità (da 156 mila a 168mila) e rispetto all’anno precedente di 13mila unità.

Anche la riduzione della disoccupazione, di 5mila unità rispetto al t4 2019 e di 16mila rispetto all’anno precedente, conferma una crescita dell’inattività in modo patologico, fenomeno tipico delle economie in recessione.

Questo blocco della crescita occupazionale causato dalla crisi Covid in Basilicata è ancor più evidenziato dalla riduzione del tasso di occupazione che scende dal 51,5% del Quarto Trimestre 2019 al 49,4% nel Primo Trimestre 2020. Lo stesso per il tasso di disoccupazione che perde 2,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Inoltre Il calo occupazionale coinvolge in modo particolare la sfera del lavoro dipendente, spia di processi strutturali che devono essere approcciati in modo organico con misure efficaci di rilancio della crescita.

I  dati del mercato del lavoro lucano del primo trimestre 2020 rappresentano un quadro di drammatica crisi dell’economia e dell’impianto produttivo regionale impattato dalla crisi COVID. Proprio quando nel 2019 sembrava profilarsi una ripresa graduale.

Questa emergenza rischia di coinvolgere larghe fasce di popolazione in età di lavoro travolgendo l’assetto socio-economico regionale.

Secondo il Segretario Generale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, a fronte di una crisi così complessa e diffusa occorrono interventi anticiclici ed una visione straordinaria di impiego degli strumenti di welfare attraverso un Fondo di investimenti sociali come ponte verso una ripresa produttiva fondata su un profondo rinnovamento dei settori, ristrutturati anche applicando l’innovazione tecnologica. I prossimi due-tre anni dovranno vedere un rilancio di tali misure nelle varie forme, dal manifatturiero all’agroindustria, alla forestazione produttiva, a nuovi strumenti di sostegno al reddito, al lavoro e alle famiglie.

L’inaugurazione a Sasso di Castalda della nuova sede UIL alla presenza del sindaco Rocchino Nardo ed una delegazione di dirigenti di categoria della Uil assume molti significati. Intanto conferma l’impegno della Uil a garantire la propria presenza su tutto il territorio regionale, con uno sforzo organizzativo maggiore in questa fase di emergenza sanitaria e socio-economica, in un contesto che richiede “più sindacato” e attenzione alle comunità.
La collaborazione tra la UIL e il Governo comunale di Sasso di Castalda per la costituzione di questo nuovo punto di riferimento per tutti i cittadini è un importante segnale che dimostra la necessità dello stare insieme, di confrontarsi, per rispondere ai bisogni della collettività.
E’ questo un periodo particolare per le nostre piccole comunità locali che – sottolinea il segretario regionale della Uil Vincenzo Tortorelli – hanno più bisogno di servizi per tutti gli adempimenti previsti dalle misure nazionali e regionali di aiuto. La nostra attività è non solo questo. Offriamo un punto di incontro e di discussione per la ripresa della vita civile e sociale.

Venerdì, 12 Giugno 2020 20:22

SIT IN DI PROTESTA CONTRO CAPORALATO

“L’allarme che la Uila-Uil ha lanciato da mesi sul rischio che l’emergenza economica conseguente alla pandemia allarga le maglie della criminalità organizzata, di fatto offre nuove e pesanti opportunità di azione, in particolare per quella dedita all’intermediazione irregolare di manodopera agricola, trova conferme nell’operazione “Demetra” svolta oggi dalla Guardia di Finanza nelle province di Cosenza e di Matera”.

E’ quanto afferma il segretario regionale della Uila-Uil Gerardo Nardiello sottolineando che “gli sviluppi dell’inchiesta che stanno emergendo rendono ancora più grave il nostro allarme. Siamo di fronte ad un’organizzazione che per lo sfruttamento di operai agricoli immigrati e italiani ha definito ogni particolare senza tralasciare persino i matrimoni fittizi.
“Sapevamo che l’estate è la stagione delle campagne di raccolta di frutta e ortaggi per le quali servono ogni giorno centinaia di braccianti agricoli per far fronte a queste necessità e pertanto abbiamo invitato a tenere alta l’attenzione sul rischio caporalato e sfruttamento della mano d’opera, soprattutto quella straniera, utilizzata spesso per pochi mesi nei comparti tipici della nostra agricoltura (frutta, ortaggi e attività zootecniche). Purtroppo - prosegue - la redditività del settore primario è molto bassa e quest’anno ancora peggio visto le conseguenze del Covid-19. Quello che è peggio è il prezzo della frutta pagato all’agricoltore, che spesso non copre nemmeno i costi di produzione. Questa situazione favorisce fenomeni di illegalità e caporalato che sono la risposta più sbagliata a problemi di filiera che vanno affrontati". La soluzione per il segretario Uila Uil: "E' un patto di legalità e di filiera per il rispetto della dignità delle persone e del lavoro (dipendenti e agricoltori). Rispetto ai gravi fenomeni di caporalato che purtroppo si stanno verificando nei nostri territori con diffusa irregolarità lavorativa , la UILA UIL lucana unitamente alla struttura nazionale, è impegnata per affermare il principio della legalità a partire dalla Legge 199 a per la quale tanto abbiamo contribuito per inasprire le sanzioni sostenendo la necessità di potenziare i controlli". La lotta al caporalato – aggiunge Nardiello – va di pari passo con la difesa del made in Italy. La filiera agroalimentare è una grande risorsa per il nostro paese. Oggi però la vera scommessa è dare un valore nuovo alle produzioni, anche attraverso un orientamento all’etica e alla sostenibilità del lavoro e della produzione che sta dietro alle eccellenze del Made in Italy”.
“Al ministro Bellanova” ha affermato il segretario Uila “chiediamo di intensificare gli sforzi sul contrasto al caporalato e soprattutto, di impegnare più concretamente governo, istituzioni e parti sociali a dare piena attuazione alla rete del lavoro agricolo di qualità e alle sue sezioni territoriali, per creare un mercato del lavoro trasparente, alternativo al caporalato, che garantisca legalità non solo per i lavoratori ma anche per le imprese”.

Con l’acconto del prossimo 16 giugno i proprietari di seconda casa a Matera verseranno in media 516 euro (1.032 euro costo totale) e 1.886 euro in media (3.772 euro costo totale) per case di lusso; a Potenza l’acconto è in media di 433 euro (866 euro costo totale). . È quanto emerge dal Rapporto IMU 2020 elaborato dal Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della UIL. Prendendo in considerazione i costi IMU sulle prime case cosiddette di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli) sempre ubicate in un capoluogo di provincia, il costo medio è di 2.610 euro (1.305 euro per l’acconto), con punte di oltre 6 mila euro nelle grandi città. Chi possiede una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie) dovrà versare l’IMU/TASI con l’aliquota delle seconde case, con un costo medio annuo di 56 euro (28 euro saldo), con punte di 110 euro annui. A Matera il versamento medio è di 60 euro (87 euro per box auto e 33 euro per cantina); a Potenza è di 42 euro (67 euro per box auto e 17 euro per cantina). La media dell’aliquota applicata per le seconde case, tra IMU e TASI a Matera e a Potenza ammonta al 11,4 per mille.
Avremmo preferito che sull’IMU il Governo avesse proceduto con il rinvio del pagamento dell’imposta in virtù dell’emergenza sanitaria – è il commento della Uil confederale - ma al tempo stesso comprendiamo anche il fatto di non privare i Comuni di una liquidità importante per erogare servizi essenziali che, mai come in questo momento, sono fondamentali. Abbiamo condiviso nella scorsa Legge di Bilancio la semplificazione delle tasse comunali sugli immobili con l’eliminazione della TASI, ma crediamo sia giunto il momento, all’interno della riforma fiscale, di rimettere mano all’autonomia impositiva di Regioni, Province e Comuni. Contemporaneamente, sarebbe necessaria la riforma del catasto in grado di riportare equità nella tassazione sul mattone, annunciata più volte nel corso degli ultimi anni. Una riforma attesa da più di 30 anni, dato che l’ultima revisione degli estimi catastali è datata 1989. Bisognerebbe ripartire da una revisione dei valori catastali vecchi, iniqui e che non corrispondono al reale valore degli immobili, eliminando i paradossi attuali: case di pregio nei centri storici hanno rendite catastali basse, mentre altri immobili situati in periferia e costruiti più recentemente hanno rendite catastali alte. In ogni caso è necessario, comunque, prestare molta attenzione - conclude la nota Uil - perché questo processo di riforma non dovrà comportare maggiori prelievi, ma una diversa e più equa ripartizione del prelievo fiscale sugli immobili. Ovviamente sempre accompagnando questi percorsi ad una lotta “senza se e senza ma” all’evasione fiscale sulla tassazione immobiliare che ogni anno produce un minor gettito pari ad oltre 1 miliardo di euro.

Potenza, 11 giugno 2020 - Ieri, nel corso di un incontro con il presidente della giunta regionale Bardi, l’assessore alla Salute Leone, il direttore generale del dipartimento alla Persona Esposito, i direttori generali di Asp e Asm e dell’Azienda Ospedaliera San Carlo, i segretari generali di Cgil Cisl Uil, Summa, Gambardella e Tortorelli, hanno ribadito "la necessità di strutturare il sistema sanitario lucano per garantire nella nuova fase post-emergenziale la presenza capillare dei servizi sul territorio e assicurare la ripresa della ordinaria assistenza sanitaria". I sindacati hanno indicato come priorità quella di "riprendere le attività sanitarie territoriali e ospedaliere sospese durate il lockdown che ha impedito l’assistenza ai pazienti cronici, oncologici e polipatologici con il rischio di danni irreversibili senza cure e follow up. La traccia di questa manovra di ripristino è contenuta nella recente circolare del ministero della Salute del 29 maggio in attuazione del Decreto Rilancio che prevede in capo alle Regioni un vero piano riorganizzativo degli ospedali, con l’incremento delle terapie intensive e sub-intensive, oltre che per i reparti di infettivologia e pneumologia, e con il potenziamento delle reti di assistenza domiciliare e territoriale destinando, a questo scopo, consistenti risorse alla Basilicata, pari a circa 14 milioni di euro".

Secondo Cgil Cisl Uil "risulta evidente che occorre far partire immediatamente la ordinaria attività del Cup e l’accesso ai siti ospedalieri regionali per la ripresa di tutte le prestazioni di ricovero ordinario, di diagnostica specialistica e di ambulatorio, ma contemporaneamente anche cominciare a strutturare la rete assistenziale territoriale, con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali, per definire un servizio di assistenza che alleggerisca le richieste alla rete ospedaliera e fornisca i necessari elementi per definire un piano di reclutamento del personale sanitario che dia finalmente una struttura esaustiva all’intero sistema. Occorrono, altresi, manovre straordinarie per ripristinare liste d’attesa, cumulate e recenti, non accettabili con previsioni lunghe su base annuale, riorganizzando e incrementando le risorse e redistribuendo i carichi di lavoro. Ora in tempi brevi occorre legare il ripristino delle funzioni bloccate nella fase uno al riordino dei servizi potenziati con il Decreto Rilancio. Non solo. Queste due manovre devono essere intrecciate con lo schema di piano regionale socio-sanitario che deve dettare la cornice di valori e di mission rivisitati del sevizio sanitario regionale".

I segretari di Cgil, Cisl, Uil hanno sollecitato inoltre la presentazione di "uno schema preliminare di piano sanitario sul quale aprire il confronto per tracciare i presupposti di un profondo e aggiornato riordino del servizio sanitario regionale, più adeguato e funzionale alle esigenze di salute dei lucani.
Schemi di confronto e discussione essenziali per il buon esito del confronto che, a conclusione dell’incontro, ha registrato l’impegno del presidente Bardi, su richiesta di Cgil Cisl Uil, di convocare entro i prossimi giorni tre specifici tavoli: un tavolo per la definizione del piano regionale per il potenziamento dei servizi territoriali e il relativo programma di reclutamento del personale; un tavolo sul piano straordinario per l’attivazione di tutti servizi e le attività sanitarie sospese; un tavolo sui piani di ambito socio assistenziale e sulla non autosufficienza".

I dati diffusi dal Ministero del Lavoro, relativi alle Comunicazioni Obbligatorie del I trimestre 2020, certificano che Il blocco dei licenziamenti, purtroppo, da solo non basta per difendere l’occupazione. In Basilicata nei primi tre mesi dell’anno i rapporti di lavoro attivati (37.308) sono stati il 6,8% in meno dello stesso periodo 2019 ed hanno interessato 29.182 lavoratori, vale a dire il 5,6% del numero del primo trimestre dello scorso anno. Ma attenzione ai nuovi assunti, in buona parte con contratti a termine, bisogna aggiungere le 22.048 cessazioni avvenute nello stesso periodo per 17.154 persone che hanno perso il lavoro. Una riduzione di occupati che incide maggiormente sulle donne.

A livello di tipologia contrattuale di assunzione, le maggiori contrazioni, in valori assoluti, si registrano per i rapporti a tempo determinato, che dopo gli aumenti dei mesi di gennaio e febbraio scendono vertiginosamente a marzo e per i contratti a tempo indeterminato. Altro effetto negativo della crisi si registra per la somministrazione, dove le attivazioni scendono dell’11,8% investendo maggiormente le donne.

Un altro riflettore deve essere puntato sul Mezzogiorno: i dati sulle cessazioni dei rapporti di lavoro testimoniano nel Nord e nel Centro una loro positiva riduzione dello 0,8% (rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) mentre al Sud le cessazioni aumentano dell’1,2%.

Inoltre, riscontriamo, che il 59,6% dei rapporti cessati ha riguardato i contratti a tempo ed un 23,5% riferito ai contratti a tempo indeterminato.

Purtroppo riteniamo che questi dati diffusi siano solo una prima reale fotografia degli effetti della crisi sul versante occupazionale. Occorre, da una parte, continuare con gli strumenti di sostegno al reddito e accelerare la loro erogazione e, dall’altra, progettare da subito la ripresa, anche grazie alle possibilità aperte dall’Unione Europea, con interventi decisi e attenti all’equità.
Se si aggiungono i dati Istat sulle previsioni del Pil c’è la conferma che per far fronte a una situazione così eccezionale, servono provvedimenti eccezionali. Sono mesi, ormai, che la Uil propone un Patto per il Paese. Per uscire da questa crisi non c´è alternativa: c´è bisogno del contributo di tutti. In un documento unitario, Cgil, Cisl, Uil hanno già indicato le priorità: dagli investimenti alla riforma fiscale, da una nuova politica industriale alla riforma degli ammortizzatori sociali, dal rafforzamento delle politiche sociali al rinnovo dei contratti.

Pagina 1 di 2