Articoli filtrati per data: Giugno 2020

Potenza, 11 giugno 2020 - Ieri, nel corso di un incontro con il presidente della giunta regionale Bardi, l’assessore alla Salute Leone, il direttore generale del dipartimento alla Persona Esposito, i direttori generali di Asp e Asm e dell’Azienda Ospedaliera San Carlo, i segretari generali di Cgil Cisl Uil, Summa, Gambardella e Tortorelli, hanno ribadito "la necessità di strutturare il sistema sanitario lucano per garantire nella nuova fase post-emergenziale la presenza capillare dei servizi sul territorio e assicurare la ripresa della ordinaria assistenza sanitaria". I sindacati hanno indicato come priorità quella di "riprendere le attività sanitarie territoriali e ospedaliere sospese durate il lockdown che ha impedito l’assistenza ai pazienti cronici, oncologici e polipatologici con il rischio di danni irreversibili senza cure e follow up. La traccia di questa manovra di ripristino è contenuta nella recente circolare del ministero della Salute del 29 maggio in attuazione del Decreto Rilancio che prevede in capo alle Regioni un vero piano riorganizzativo degli ospedali, con l’incremento delle terapie intensive e sub-intensive, oltre che per i reparti di infettivologia e pneumologia, e con il potenziamento delle reti di assistenza domiciliare e territoriale destinando, a questo scopo, consistenti risorse alla Basilicata, pari a circa 14 milioni di euro".

Secondo Cgil Cisl Uil "risulta evidente che occorre far partire immediatamente la ordinaria attività del Cup e l’accesso ai siti ospedalieri regionali per la ripresa di tutte le prestazioni di ricovero ordinario, di diagnostica specialistica e di ambulatorio, ma contemporaneamente anche cominciare a strutturare la rete assistenziale territoriale, con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali, per definire un servizio di assistenza che alleggerisca le richieste alla rete ospedaliera e fornisca i necessari elementi per definire un piano di reclutamento del personale sanitario che dia finalmente una struttura esaustiva all’intero sistema. Occorrono, altresi, manovre straordinarie per ripristinare liste d’attesa, cumulate e recenti, non accettabili con previsioni lunghe su base annuale, riorganizzando e incrementando le risorse e redistribuendo i carichi di lavoro. Ora in tempi brevi occorre legare il ripristino delle funzioni bloccate nella fase uno al riordino dei servizi potenziati con il Decreto Rilancio. Non solo. Queste due manovre devono essere intrecciate con lo schema di piano regionale socio-sanitario che deve dettare la cornice di valori e di mission rivisitati del sevizio sanitario regionale".

I segretari di Cgil, Cisl, Uil hanno sollecitato inoltre la presentazione di "uno schema preliminare di piano sanitario sul quale aprire il confronto per tracciare i presupposti di un profondo e aggiornato riordino del servizio sanitario regionale, più adeguato e funzionale alle esigenze di salute dei lucani.
Schemi di confronto e discussione essenziali per il buon esito del confronto che, a conclusione dell’incontro, ha registrato l’impegno del presidente Bardi, su richiesta di Cgil Cisl Uil, di convocare entro i prossimi giorni tre specifici tavoli: un tavolo per la definizione del piano regionale per il potenziamento dei servizi territoriali e il relativo programma di reclutamento del personale; un tavolo sul piano straordinario per l’attivazione di tutti servizi e le attività sanitarie sospese; un tavolo sui piani di ambito socio assistenziale e sulla non autosufficienza".

Si è tenuto oggi l’incontro tra le segreterie confederali di CGIL CISL e UIL e di FIM FIOM UILM per discutere la complessa vertenza che riguarda i Lavoratori ex FIREMA (oggi TFA) di TITO che hanno maturato il diritto alla pensione in quanto esposti all’amianto ma che, per una storia tutta Italiana, sono costretti a continuare a lavorare subendo anche gli ammortizzatori sociali.

La storia nasce nel 2017 con la legge 205 che assegnava alcuni periodi contributivi aggiuntivi ai Lavoratori esposti all’amianto. I Lavoratori Lucani hanno presentato le domande in tempi utili e queste sono state accolte dall’INPS, ma a causa della mancata applicazione della norma da parte del Governo si trovano nella surreale situazione di dover proseguire il lavoro.
C’è anche chi sta peggio: i Lavoratori e le Lavoratrici che in seguito al passaggio da FIREMA trasporti a TFA sono rientrati nel “bacino FIREMA” hanno terminato ogni forma di ammortizzatore sociale e sono oggi SENZA REDDITO con il diritto alla pensione in tasca.

Le OO.SS. di categoria FIM FIOM UILM hanno percorso ogni possibile strada per chiudere la vertenza ma, ad oggi, per responsabilità della politica e delle istituzioni non si intravede nessuna concreta soluzione per i Lavoratori e quindi unitamente a CGIL CISL e UIL si è condiviso di sollecitare la richiesta di un incontro presso il Prefetto di Potenza affinché lo stesso possa intercedere verso il Governo per una definitiva soluzione che assicuri il diritto MATURATO dei Lavoratori alla pensione.

Giovedì 11 giugno a partire dalle 10.00 i lavoratori TFA terranno un presidio in Piazza prefettura a Potenza per difendere i loro diritti.

CGIL CISL UIL della provincia di Matera, insieme alle rappresentanze del mondo imprenditoriale, professionale, associativo, personalità della cultura e liberi cittadini, in continuità con la mobilitazione della “MARCIA per la CULTURA e il LAVORO”, chiedono alla Giunta regionale una rivisitazione degli approcci e degli interventi per far fronte alla situazione emergenziale prodotta dalla pandemia da Covid-19 per il settore strategico del #turismo.

Dalle criticità delle scelte amministrative e gestionali alle strategie per uno sviluppo possibile attraverso l’elaborazione di programmi e azioni dedicate in grado di attrarre una diversa tipologia di turismo attivando una campagna di marketing che focalizzi la Basilicata come regione dei grandi spazi e dei piccoli paesi deserti, che hanno evitato il contagio, in grado pertanto di offrire un turismo consapevole della natura, della cultura e della storia del territorio. Per un TURISMO di PROSSIMITA’ ma anche quello con un target superiore, di chi non ha perso l’idea di poter trascorrere il tempo libero con calma e serenità e che, in un quadro di assoluta sicurezza sanitaria, nei prossimi mesi vorrà muoversi con più facilità.

Un progetto che passa dalla collaborazione tra istituzioni, enti ed imprese private per la predisposizione di condizioni di massima sicurezza sanitaria; insieme alla valorizzazione di qualità umana e culturale dell’accoglienza e dei servizi da offrire, da parte di operatori e soggetti attivi sul territorio regionale.
Scelte basate sui fondamenti della coesione territoriale e di connessione mediante infrastrutture adeguate per poter partecipare ai processi nazionali e internazionali.
È necessario riprendere con fermezza il tema della tutela ambientale a fronte dell’esagerato sfruttamento delle risorse (acqua, petrolio, ecc.), per dare un’immagine di una regione attenta alla gestione della natura, dei parchi e promuove con coerenza le offerte turistiche.

Per Matera, la "città culturale" va riprogrammata, in funzione del mutamento della domanda turistico-culturale post-Covid. È necessario pertanto puntare sul turismo di qualità, basato su motivazione culturale e riconoscimento di identità e immagine della Città, su cui costruire una nuova politica turistica che metta a valore luoghi, ambiente, paesaggio e storia.
Anche il comprensorio del Metapontino, importante motore economico agricolo-turistico della regione, necessita di una riprogrammazione in grado di rilanciare le straordinarie qualità, ancora in parte inespresse, attraverso un “Programma Magna Grecia”, che si integri a quello già in attuazione da parte del MIBACT e Comuni interessati.
Una sorta di Piano Territoriale Culturale dell’arco jonico lucano che può anche avere quale esito “istituzionale” un modernissimo “Parco della Magna Grecia”, che coniuga tutela ambientale a sviluppo compatibile delle risorse del territorio.
Un modo anche per mettere a fuoco le connessioni culturali del territorio della “Magna Grecia” con Matera ed il suo patrimonio: realizzando così una “proiezione mediterranea” del ruolo culturale della città e del territorio regionale.
In sintesi, approfittare dell’emergenza covid per ripensare (in meglio) il futuro, sciogliendo alcuni nodi del passato.

In allegato il DOCUMENTO completo.