Dossier: Il Nucleare in Basilicata

Il Distretto Agroalimentare di Qualità del Metapontino è territorialmente localizzato lungo la fascia jonica della Basilicata, in provincia di Matera.
Costituito da 12 comuni, per una superficie agricola complessiva di 74.000 ettari di cui circa 21.000 investiti ad ortofrutta, il Distretto concorre per l’80% all'intera produzione ortofrutticola della Regione. Qualità, eccellenza e varietà caratterizzano le produzioni del metapontino.
Pesco, albicocco, susino, fragola, arancio, clementine, actinidia, uva da tavola, cavolfiore, finocchio, insalata, asparagi, melanzane, pomodori, peperoni, nel rispetto del consumatore e del territorio. Un territorio ricco di storia e di fascino. Un territorio da gustare, visitare, vivere

- Conoscere il Metapontino

- Storia del Metapontino

- I Comuni che compongono il Distretto Agroalimentare del Metapontino

Le Produzioni

- Le Filiere Produttive

- Il turismo e la costa jonica

Scanzano Jonico: 23 novembre 2003

Il capitolo Nucleare (località in cui saranno ubicate le centrali nucleari e sito unico nazionale per lo stoccaggio delle scorie nucleari) sembra tornare di grande interesse per chi ci governa, come se fosse una reale soluzione ai problemi energetici: è così, lo è veramente...?
Andiamolo a chiedere a chi si è battuto anche per noi, italiani tutti, per evitare che venisse aperta una discarica unica di scorie nucleari di seconda e terza categoria, senza avere una trasparenza nelle informazioni e un riscontro da parte della popolazione.
La rivolta dei 100.000 di Scanzano Jonico, località sulla costa ionica, è stata nel 2003 una dimostrazione di come una popolazione sorpresa da una notizia di questo genere possa aver reagito e come dimostrare il proprio dissenso per un decreto emanato "a freddo", possa portare alla riconsiderazione dello stesso.
Anche questa è una forma di democrazia.
In questi tre video sentiamo le testimonianze di chi ha vissuto e fatto tesoro di quell'esperienza.

(Il formato dei video mp4 è visualizzabile con VLC media player)

Video-testimonianze

- Testimonianze dal campo base località "Terzo Cavone" Scanzano Jonico - prima parte

- Testimonianze dal campo base località "Terzo Cavone" Scanzano Jonico - seconda parte

- Testimonianze

Il sito web del Centro Ricerche ENEA Trisaia - Rotondella (Matera)

L'Impianto ITREC Trisaia di Rotondella (Matera) (tratto dal sito web della Sogin)

Storia dell'impianto ITREC

L’impianto ITREC, acronimo di Impianto di Trattamento e Rifabbricazione Elementi di Combustibile, si trova all’interno del Centro di ricerca Trisaia di Rotondella.

L’impianto è stato costruito nel periodo 1965-1970 dal CNEN, Comitato nazionale per l’energia nucleare.

Tra il 1969 e il 1971, in seguito all’accordo tra il Cnen, Comitato nazionale per l’energia nucleare, e la statunitense USAEC, United States atomic energy commission, sono stati trasferiti nell’impianto 84 elementi di combustibile irraggiato uranio-torio provenienti dal reattore sperimentale Elk River.

Nell’impianto sono state condotte ricerche sui processi di ritrattamento e rifabbricazione del ciclo uranio-torio per verificare la sua eventuale convenienza tecnico-economica rispetto al ciclo del combustibile uranio-plutonio normalmente impiegato.

Nel 1973, il CNEN è divenuto proprietario degli 84 elementi di combustibile.
Nel 1987, a seguito del referendum sul nucleare, le attività nell’impianto sono state interrotte. Da allora è stato garantito il mantenimento in sicurezza delle strutture e degli impianti a tutela della popolazione e dell’ambiente.

Nel 2003, Sogin ha assunto la gestione dell’impianto.

Attività dell'impianto ITREC

Decommissioning
Nel 2005, è stato realizzato all’interno dell’impianto un laboratorio per il monitoraggio ambientale tra i più moderni in Italia.

Gestione del combustibile
Nell’impianto sono stoccati 64 elementi di combustibile irraggiato del ciclo uranio-torio che non possono seguire la via del riprocessamento, perché non esistono al mondo impianti industriali in grado di ritrattare questo tipo di combustibile.

Sogin è impegnata a ricercare e a supportare ogni iniziativa che dovesse prospettarsi per il trasferimento del combustibile.

Saranno realizzati due cask, abilitati per lo stoccaggio e il trasporto del combustibile in vista del suo allontanamento, in grado di ospitare 32 elementi ciascuno.

Gestione dei rifiuti
I rifiuti liquidi prodotti durante l'esercizio dell'impianto sono cementati e stoccati in sicurezza.

Sono in corso le attività propedeutiche alla rimozione e stoccaggio in maggior sicurezza dei rifiuti solidi prodotti dall’esercizio dell’impianto che si trovano nella cosiddetta fossa irreversibile.

A tale scopo, nel 2007 è stata realizzata la barriera idraulica per garantire le massime condizioni di sicurezza nello svolgimento dei lavori.

Sono in corso le attività di trattamento e condizionamento dei rifiuti solidi pregressi (progetto SIRIS).

E’ prevista, inoltre, la costruzione di un impianto di cementazione, di cui è stato realizzato e collaudato il mock up, per solidificare circa 3 metri cubi di soluzione prodotta durante le attività sperimentali di riprocessamento del combustibile.

Lo stoccaggio dei rifiuti, opportunamente trattati e condizionati, sistemati all’interno dei depositi dell’impianto, garantisce maggiori condizioni di sicurezza in vista del trasferimento al deposito nazionale.

Manutenzione straordinaria sulla condotta di scarico a mare
A fine 2008 sono stati completati i lavori di manutenzione straordinaria sulla condotta di scarico a mare dell’impianto.

Le attività hanno riguardato la costruzione della nuova cabina di manovra e la demolizione della vecchia struttura (attività concluse nel 2007) e la sostituzione della condotta di scarico, con la bonifica e rimozione della vecchia tubazione, completate nel 2008.

- Interrogazione del deputato Dima Giovanni (PdL) presentata il 17/09/2008 al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali sulla messa in sicurezza di materiali e di rifiuti radioattivi stoccati presso il centro ricerche Trisaia di Rotondella (risposta scritta pubblicata giovedì 26 febbraio 2009)

- Rapporto tecnico Sogin. Impianto ITREC della Trisaia. Progetto "Impianto"ICPF". Studio di impatto ambientale

- L'allegato 2 (da pag. 266 in poi) della più ampia relazione della "Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse" con data 12 luglio 2000. In questa inchiesta parlamentare del 2000, emergevano forti perplessità sulla condotta della SORIM di Scanzano Jonico e sul centro ENEA di Rotondella nella gestione dello smaltimento dei reflui e delle scorie radioattive... fa bene rileggerla in questi giorni!

Video-inchieste

- Gli incidenti, le fughe dall'ITREC della Trisaia 1

- Gli incidenti, le fughe dall'ITREC della Trisaia 2

- Gli incidenti, le fughe dall'ITREC della Trisaia 3 e la manifestazione di Scanzano Jonico il 23 novembre 2003

- Il pericolo delle centrali nucleari Documentario 1

- Il pericolo delle centrali nucleari Documentario 2