Speciale: "Il Petrolio della Lucania" (dai 104.000 barili al giorno al mancato sviluppo economico-sociale e al rischio ambientale)

Protocollo d'Intesa tra la Regione Basilicata, la società ENI S.p.A., le Organizzazioni Sindacali e Imprenditoriali della Basilicata, per la promozione di iniziative nel settore geo-minerario finalizzate allo sviluppo minerario, alla tutela della salute e sicurezza dell'occupazione locale

Produzione idrocarburi, Gettito Royalties, Titoli minerari vigenti e nuove istanze di conferimento, impatto sul territorio

Memorandum di intesa Stato-Regione Basilicata per l’accelerazione dello Sviluppo regionale e coltivazione delle fonti fossili in Basilicata

L'oro nero della Val d'Agri sgorga in ragione di 90 mila barili al giorno e il ritmo crescerà ancora. Le "royalties" dovrebbero arrivare a quota 6 miliardi. Ma, a 20 anni dalle prime trivellazioni, lo sviluppo non si è visto e la gente teme per la salute ambientale

La produzione di petrolio e le royalties

Gli impianti di estrazione e i centri di lavorazione di gas e petrolio nella regione

In Val d'Agri sono attivi 39 pozzi, da cui vengono pompati circa 90mila barili di greggio al giorno (104.000 da gennaio 2013). Una produzione che porta nelle casse della Regione dai 50 ai 70 milioni l'anno. In teoria, soldi destinati alla crescita economica lucana. In pratica i fondi tappano i buchi delle emergenze locali e ancora non mettono in moto un circuito virtuoso di ricchezza

Moratoria sulle trivelle in Basilicata, un palliativo

L’Italia è il paese delle trivelle e se c’è il petrolio non paghi

Ai cittadini lucani? Un bonus benzina da 100 euro

Il libro bianco sull’inquinamento atmosferico dalle attività produttive in Italia: Mal’Aria industriale 2010 (all'interno, a pag. 23: Il centro oli di Viggiano)

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