Provvedimenti legislativi del Governo Renzi (in aggiornamento)

Agenda di riforma per l’Italia 2014 - Ministero dell’Economia e delle Finanze

19 giugno. La Camera ha approvato in via definitiva, nella seduta del 18 giugno 2014, il disegno di legge di conversione del Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014 (c.d. decreto “IRPEF – Spending review”)

15 maggio. Il decreto sul lavoro è legge con il voto di fiducia dell’Aula di Montecitorio. Dai contratti a termine alla maternità. Ecco come cambia il mondo del lavoro. Tre anni di proroghe per i rapporti a tempo, sanzioni per chi sfora quota 20%. Ecco in sintesi i contenuti del testo che modifica profondamente l’attuale normativa sull’apprendistato e i contratti a termine. Le disposizioni si applicano ai rapporti di lavoro costituiti successivamente alla data di entrata in vigore del decreto

Decreto lavoro, novità e conferme in 18 punti. Un provvedimento di sei articoli, divisi in due capi, uno dedicato agli interventi su contratti a termine e apprendistato; l'altro su misure in materia di servizi per il lavoro, sul Durc, e sui contratti di solidarietà

Pubblicato il DPCM per la Detassazione 2014. E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile 2014, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 febbraio 2014, con le “Modalità di attuazione delle misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro nel periodo 1º gennaio – 31 dicembre 2014. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2014 l’agevolazione di cui all’art. 1, comma 481, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, trova applicazione con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2013, ad euro 40.000, al lordo delle somme assoggettate nel medesimo anno 2013 all’imposta sostitutiva di cui all’art. 1, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 gennaio 2013. La retribuzione di produttività individualmente riconosciuta che può beneficiare dell’agevolazione non può essere complessivamente superiore, nel corso dell’anno 2014,ad euro 3.000 lordi. Continuano ad essere applicate, in quanto compatibili, le disposizioni recate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 gennaio 2013. "

La Detassazione della produttività per il 2014 (a cura del dr. E.Massi, direttore della DPL di Modena)

Bonus Irpef. Il Decreto-Legge 24 aprile 2014, n. 66. Misure urgenti per la competitivita' e la giustizia sociale. (GU Serie Generale n.95 del 24-4-2014) - (entrata in vigore del provvedimento: 24/04/2014)

Circolare dell'Agenzia delle Entrate n° 9/E del 14 maggio 2014. Art. 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 - Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati - Ulteriori chiarimenti

Circolare INPS n° 60 del 12 maggio 2014. DL 24 aprile 2014, n. 66. Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati. Modalità di recupero del bonus fiscale introdotto dall’articolo 1 del DL n. 66/2014 sui contributi previdenziali

Bonus Irpef: le modalità operative. Con la circolare n.8/E, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti operativi in merito al bonus IRPEF introdotto dal D.L. n. 66/2014 in favore dei lavoratori dipendenti e assimilati aventi diritto. I sostituti d’imposta riconosceranno il credito spettante ai beneficiari a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio. Nel caso in cui ciò non sia possibile per ragioni tecniche legate alle procedure di pagamento degli stipendi, i sostituti riconosceranno il credito a partire dalle retribuzioni del mese di giugno, ma dovranno comunque assicurare al lavoratore tutto il credito spettante nel corso del 2014

28 aprile. Irpef, il bonus da 80 euro arriverà direttamente in busta paga. Non servirà fare nulla per incassare gli 80 euro di sgravi Irpef promessi dal governo. Verranno riconosciuti automaticamente in busta paga. Per chi non ha busta paga, dovrà farne richiesta in sede di dichiarazione di redditi

Circolare n. 8/E del 28 aprile 2014 dell'Agenzia delle Entrate. Art. 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 - Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati

28 aprile. Auto, tornano gli incentivi: si parte il 6 maggio. Contributi per le ecologiche, sconti fino a 5000 euro, nella lista anche auto a Gpl e metano, scooter. Il Ministro dello Sviluppo Economico ha, infatti, firmato il decreto di riparto delle risorse relative al 2014 e destinate a finanziare i contributi per i veicoli a basse emissioni "complessive" (DL 83/2012 convertito con modificazioni dalla Legge 134/2012). Ossia tutte le auto ad alimentazione alternativa (elettrici, ibridi, a metano, biometano, GPL, biocombustibili, idrogeno) con emissioni di anidride carbonica (CO2), allo scarico, non superiori, rispettivamente a 120, 95 e 50 g/km

24 aprile. Il Decreto-Legge 24 aprile 2014, n. 66. Misure urgenti per la competitivita' e la giustizia sociale. (GU Serie Generale n.95 del 24-4-2014) - (entrata in vigore del provvedimento: 24/04/2014)

18 aprile. Tutte le misure adottate dal governo nel Consiglio dei ministri di venerdì 18 aprile

18 aprile. Decreto Legge Irpef, forbici sulle partecipate: “Da 8mila a mille in tre anni”. 1,8 miliardi da banche. Il bonus fiscale, che varrà 80 euro al mese per 10 milioni di contribuenti, parte a maggio. Riduzione "strutturale". Ma salta per gli incapienti. Confermato il taglio dell'Irap del 10% per le aziende. Contribuiranno alle coperture anche la Rai e gli editori. Sale al 26% l'aliquota sulle plusvalenze dalla rivalutazione delle quote Bankitalia

18 aprile. Bonus di 80 euro, ma non per i più poveri. Confermato il taglio del 10% dell’Irap, ma gli incapienti restano esclusi dal bonus fiscale

18 aprile. A chi vanno i mille euro del presidente Renzi. Dal cosiddetto “bonus da 80 euro” varato il 18 aprile, dal Cdm, sono rimasti fuori gli incapienti, ossia i lavoratori che guadagnano meno di 8mila euro all’anno. Riproponiamo l’analisi tratta da Lavoce.info, che dimostrava come sarebbe stato impossibile, al di là delle promesse degli ultimi giorni, garantire l’erogazione del beneficio fiscale anche ai 4,5 milioni di lavoratori che rientrano nella platea degli incapienti. Ossia quella fascia di italiani che più avrebbe bisogno di un intervento redistributivo

18 aprile. Bonus Irpef, ecco quanto vale. Come si calcola il Bonus. Per il 2014, chi ha un reddito fino a 17.714 euro avrà un bonus pari al 3,5 per cento del reddito. Per redditi tra 17.714 e 24.500 euro, 620 euro. Chi invece dichiara tra i 24.500 e i 28 mila euro avrà 620 euro moltiplicati per la differenza tra 28 mila e il reddito, divisa per 3.500. Per il 2015, chi ha redditi fino a 19 mila euro avrà un bonus pari al 5% del reddito. Per redditi tra 19 mila e 24.500 bonus di 950 euro. Per redditi tra 24.500 e 28 mila, bonus pari a 950 moltiplicati per il rapporto tra la differenza tra 28 mila e il reddito e 3.500

17 aprile. Dal Parlamento ok alle risoluzioni sul Def. Il Senato e la Camera approvano le risoluzioni di maggioranza sul Documento di finanza pubblica e lo slittamento del pareggio al 2016

17 aprile. Jobs Act - gli emendamenti al decreto legge n. 34/2014. E' terminato l'esame degli emendamenti al decreto legge n. 34/2014. II testo, sarà valutato dalla Camera dei deputati da venerdì 18 aprile. Le possibili novità che potremo trovare nella legge di conversione...

17 aprile. INPS: messaggio 4152/14 - chiarimenti sul Jobs Act. L'INPS, con il messaggio n. 4152 del 17 aprile 2014, fornisce alcuni chiarimenti in merito alle disposizioni, di natura contributiva, previsti dal decreto legge n. 34/2014

8 aprile. Il Consiglio dei ministri ha varato il Documento di economia e finanza (Def) che delineerà il Piano nazionale delle riforme. Dopo il dl lavoro, ad aprile sarà approvato un provvedimento per la Pubblica amministrazione, a maggio per il fisco, a giugno per la giustizia. E il prossimo passo sarà lo sforbicia-Italia, quello sulle società municipalizzate, sulle scuole e l’idrogeologico». Il passaggio del Def in Parlamento avverrà in Parlamento il 17 aprile

Il comunicato della Presidenza del Consiglio dei ministri

Il Documento di Economia e Finanza 2014 (ministero dell'Economia e delle Finanze)

Tabelle allegate al DEF 2014: Indicatori di finanza pubblica e Prospettive Macroeconomiche

8 aprile. Riforme strutturali, spending, tagli ad Irap e cuneo: l'abc del Def. Un testo articolato, limato fino all'ultimo, anche nel corso del Consiglio dei ministri, che fissa innanzitutto a 6,7 miliardi di euro il taglio alla spesa pubblica tra maggio e dicembre 2014 per finanziare gli 80 euro in busta paga per i lavoratori che guadagnano fino a 1.500 euro mensili

8 aprile. Def: Irpef, Irap, privatizzazioni e tassa sulle banche: tutte le misure in 14 punti

4 aprile. Il Jobs Act arriva in Senato: due capi e sei articoli per riformare il lavoro. Il disegno di legge delega contiene la riforma degli ammortizzatori sociali, le nuove politiche attive di inclusione, la riorganizzazione dei rapporti di lavoro con il contratto a tutele crescenti. Nel testo la "sperimentazione del contratto orario minimo". Intanto Poletti apre su una revisione del decreto con priorità ai contratti a termine in fase di assunzione

Il disegno di legge delega sul Jobs Act

4 aprile. Lavoro, il futuro è precario. Contratti senza vincoli. Ripetuti fino a otto volte. Ecco come il Jobs Act di Renzi inciderà in concreto sulle imprese italiane. Dove il posto fisso rischia di scomparire. Ma l’occupazione potrà ripartire solo se arriverà la ripresa

3 aprile. La riforma delle province è legge, via libera dalla Camera. Montecitorio approva definitivamente il ddl Delrio con 260 sì, 158 no e 7 astenuti. L'abolizione finale dopo la modifica della Costituzione. Il testo è rimasto identico a quello del Senato

Il testo integrale del maxiemendamento identico a quello licenziato dal Senato, il 26 marzo scorso, su cui il governo ha chiesto la fiducia

Il maxiemendamento in sintesi. Cariche senza indennità e funzioni da redistribuire

Province: con la riforma 24mila posti in più nei comuni. Tornano le giunte nei comuni fino a mille abitanti e si allargano in quelli fino a 10mila abitanti

Ecco le Province 2.0: assemblee di sindaci non retribuiti e (quasi) senza poteri

Purtroppo rimarremo provinciali di Tito Boeri. Il ddl approvato dal Senato non abolisce affatto le province. Si limita a svuotarle senza stabilire a chi andranno le loro funzioni, ripetendo gli errori del federalismo. Difficile superare i 150 milioni di risparmi. E le città metropolitane sono già quindici

31 marzo. Senato, si cambia. Ok del Cdm, Renzi: "Grande svolta. Chi vuole bloccare è in minoranza". Il premier annuncia: "E' finito il tempo dei rinvii". Palazzo Madama diventerà il 'Senato delle autonomie': i componenti scenderanno da 315 a 148 ma senza indennità, dentro ci saranno gli ex presidenti della Repubblica e i senatori a vita. Insieme all'abolizione delle Province "il risparmio sarà di 1 miliardo di euro annuo". I prossimi obiettivi: abolire il Cnel, entro fine aprile Pa e fisco, il Def tra martedì e mercoledì prossimo

In 148 da Regioni e Comuni, niente indennità e nessun potere su bilancio e fiducia: ecco il nuovo Senato

Il disegno di legge di revisione costituzionale: “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione”

22 marzo. JOBS ACT: le novità del Decreto Legge n. 34/2014 (a cura di Eufranio Massi, direttore dela DPL di Modena)

21 marzo. Governo: pubblicato il Decreto Legge con le disposizioni urgenti del Jobs Act. Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2014, il Decreto Legge 20 marzo 2014, n. 34 contenente le "Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese". Il Decreto entra in vigore il 21 marzo 2014. Pubblichiamo, inoltre, i Decreti Legislativi n. 368/2001 (contratto a tempo determinato), n. 167/2011 (TU sull'apprendistato) e n. 276/2003 (c.d. Riforma Biagi), aggiornati con le modifiche apportate dal Decreto Legge n. 34/2014

21 marzo. Il Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368, che disciplina il rapporto di lavoro a tempo determinato, con le modifiche del Decreto Legge n. 34/2014 (Jobs Act)

21 marzo. Il Decreto Legislativo n. 167/2011 (Testo Unico sull'Apprendistato) con le modifiche del Decreto Legge n. 34/2014 (Jobs Act)

21 marzo. Il Decreto Legislativo n. 276/2003 (c.d. Riforma Biagi) con le modifiche apportate dal Decreto Legge n. 34/2014 (Jobs Act). In particolare, il Decreto ha eliminato i primi due periodi del comma 4, dell'art. 20, che prevedevano il ricorso alla somministrazione esclusivamente a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo

14 marzo. Contratti a tempo determinato. I chiarimenti del Ministero del lavoro sulla nuova disciplina

12 marzo. Consiglio dei ministri: approvazione provvedimenti economici e per il mercato del lavoro. Decreto legge contenente disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese (jobs act); disegno di legge delega al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, di semplificazione delle procedure e degli adempimenti in materia di lavoro, di riordino delle forme contrattuali e di miglioramento della conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita; disegno di legge contenente norme per agevolare ulteriormente il rispetto della normativa europea sui temi di pagamento da parte della Pubblica amministrazione; decreto legge per far fronte al disagio abitativo che interessa sempre più famiglie impoverite dalla crisi economica; decreto-legge vigilanza Banca d'Italia; istituzione presso la Presidenza del Consiglio di due strutture di missione: per il dissesto idrogeologico e per l’edilizia scolastica

(clicca sull'immagine per visualizzare gli articoli relativi a ciascun provvedimento legislativo approvato dal governo)

Jobs Act: le misure per favorire il rilancio dell’occupazione, riformare il mercato del lavoro ed il sistema delle tutele (scheda di sintesi a cura del ministero del lavoro)

Alloggi popolari e affitti concordati: via libera al piano casa firmato Lupi

Governo: interventi per il mercato del lavoro - il JOBS ACT

Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 12 marzo 2014, su proposta del Presidente e del Ministro del Lavoro, ha approvato un decreto legge contenente disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.

Un provvedimento urgente che contiene, tra le altre cose, interventi di semplificazione sul contratto a termine e sul contratto di apprendistato per renderli più coerenti con le esigenze attuali del contesto occupazionale e produttivo.

Nello specifico il decreto legge prevederà queste modifiche:

Il contratto di lavoro a termine

Per il contratto a termine viene prevista l’elevazione da 12 a 36 mesi della durata del rapporto di lavoro a tempo determinato per il quale non è richiesto il requisito della causalità.

Viene prevista la possibilità di prorogare fino ad un massimo di 8 volte il contratto a tempo determinato entro il limite dei tre anni. Condizione delle proroghe è che si riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato inizialmente stipulato.

Viene, infine, fissato il limite massimo, per i contratti a tempo determinato, del 20% dell'organico complessivo del datore di lavoro. Il decreto fa, comunque, salvo quanto disposto dall'art. 10, comma 7, del D.lgs. 368/2001, che da un lato lascia alla contrattazione collettiva la possibilità di modificare tale limite quantitativo e, dall'altro, tiene conto delle esigenze connesse alle sostituzioni e alla stagionalità. Infine, per tenere conto delle realtà imprenditoriali più piccole, è previsto che le imprese che occupano fino a 5 dipendenti possono comunque stipulare un contratto a termine.

Il contratto di apprendistato

Per il contratto di apprendistato si prevede il ricorso alla forma scritta per il solo contratto e patto di prova (e non, come attualmente previsto, anche per il relativo piano formativo individuale) e l’eliminazione delle attuali previsioni secondo cui l’assunzione di nuovi apprendisti è necessariamente condizionata alla conferma in servizio di precedenti apprendisti al termine del percorso formativo. È inoltre previsto che la retribuzione dell’apprendista, per la parte riferita alle ore di formazione, sia pari al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento. Per il datore di lavoro viene eliminato l’obbligo di integrare la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere con l’offerta formativa pubblica, che diventa un elemento discrezionale.

La smaterializzazione del DURC

Un ulteriore intervento di semplificazione riguarda la smaterializzazione del DURC, superando l’attuale sistema che impone ripetuti adempimenti burocratici alle imprese. Per dare un’idea della rilevanza del provvedimento, si ricorda che nel 2013 i DURC presentati sono stati circa 5 milioni.

Inoltre, è previsto un disegno di legge delega al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, di semplificazione delle procedure e degli adempimenti in materia di lavoro, di riordino delle forme contrattuali e di miglioramento della conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita. Queste le caratteristiche:

Delega in materia di ammortizzatori sociali

La delega ha lo scopo di assicurare un sistema di garanzia universale per tutti i lavoratori che preveda, in caso di disoccupazione involontaria, tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale. Un sistema così delineato può consentire il coinvolgimento attivo di quanti sono espulsi dal mercato del lavoro o siano beneficiari di ammortizzatori sociali, semplificando le procedure amministrative e riducendo gli oneri non salariali del lavoro. A tal fine vengono individuati i seguenti principi e criteri direttivi:

- rivedere i criteri di concessione ed utilizzo delle integrazioni salariali escludendo i casi di cessazione aziendale;

- semplificare le procedure burocratiche anche con la introduzione di meccanismi automatici di concessione;

- prevedere che l’accesso alla cassa integrazione possa avvenire solo a seguito di esaurimento di altre possibilità di riduzione dell’orario di lavoro;

- rivedere i limiti di durata, da legare ai singoli lavoratori;

- prevedere una maggiore compartecipazione ai costi da parte delle imprese utilizzatrici;

- prevedere una riduzione degli oneri contributivi ordinari e la loro rimodulazione tra i diversi settori in funzione dell’effettivo utilizzo;

- rimodulare l’ASpI omogeneizzando tra loro la disciplina ordinaria e quella breve;

- incrementare la durata massima dell’ASpI per i lavoratori con carriere contributive più significative;

- estendere l’applicazione dell’ASpI ai lavoratori con contratti di co.co.co., prevedendo in fase iniziale un periodo biennale di sperimentazione a risorse definite;

- introdurre massimali in relazione alla contribuzione figurativa;

- valutare la possibilità che, dopo l’ASpI, possa essere riconosciuta un’ulteriore prestazione in favore di soggetti con indicatore ISEE particolarmente ridotto;

- eliminare lo stato di disoccupazione come requisito per l’accesso a prestazioni di carattere assistenziale.

Delega in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive

La delega è finalizzata a garantire la fruizione dei servizi essenziali in materia di politica attiva del lavoro su tutto il territorio nazionale, nonché ad assicurare l’esercizio unitario delle relative funzioni amministrative.

A tal fine vengono individuati i seguenti principi e criteri direttivi:

- razionalizzare gli incentivi all’assunzione già esistenti, da collegare alle caratteristiche osservabili per le quali l’analisi statistica evidenzi una minore probabilità di trovare occupazione;

- razionalizzare gli incentivi per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità;

- istituire, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un’Agenzia nazionale per l’impiego per la gestione integrata delle politiche attive e passive del lavoro, partecipata da Stato, Regioni e Province autonome e vigilata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. All’agenzia sarebbero attribuiti compiti gestionali in materia di servizi per l’impiego, politiche attive e ASpI e vedrebbe il coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle linee di indirizzo generali. Si prevedono meccanismi di raccordo tra l’Agenzia e l’Inps, sia a livello centrale che a livello territoriale, così come meccanismi di raccordo tra l’Agenzia e gli enti che, a livello centrale e territoriale, esercitano competenze in materia di incentivi all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità;

- razionalizzare gli enti e le strutture, anche all’interno del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che operano in materia di ammortizzatori sociali, politiche attive e servizi per l’impiego allo scopo di evitare sovrapposizioni e garantire l’invarianza di spesa;

- rafforzare e valorizzare l’integrazione pubblico/privato per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro;

- mantenere il capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali il ruolo per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni che debbono essere garantite su tutto il territorio nazionale;

- mantenere in capo alle Regioni e Province autonome le competenze in materia di programmazione delle politiche attive del lavoro;

- favorire il coinvolgimento attivo del soggetto che cerca lavoro;

- valorizzare il sistema informativo per la gestione del mercato del lavoro e il monitoraggio delle prestazioni erogate.

Delega in materia di semplificazione delle procedure e degli adempimenti

La delega punta a conseguire obiettivi di semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese.

A tal fine vengono individuati i seguenti principi e criteri direttivi:

- razionalizzare e semplificare le procedure e gli adempimenti connessi con la costituzione e la gestione del rapporto di lavoro, con l’obiettivo di dimezzare il numero di atti di gestione del rapporto di carattere burocratico ed amministrativo;

- eliminare e semplificare, anche mediante norme di carattere interpretativo, le disposizioni interessate da rilevanti contrasti interpretativi, giurisprudenziali e amministrativi;

- unificare le comunicazioni alle pubbliche amministrazioni per i medesimi eventi (es. infortuni sul lavoro) ponendo a carico delle stesse amministrazioni l’obbligo di trasmetterle alle altre amministrazioni competenti;

- promuovere le comunicazioni in via telematica e l’abolizione della tenuta di documenti cartacei;

- rivedere il regime delle sanzioni, valorizzando gli istituti di tipo premiale, che tengano conto della natura sostanziale o formale della violazione e favoriscano l’immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita (a parità di costo);

- individuare modalità organizzative e gestionali che consentano di svolgere, anche in via telematica, tutti gli adempimenti di carattere burocratico e amministrativo connesso con la costituzione, la gestione e la cessazione del rapporto di lavoro;

- revisione degli adempimenti in materia di libretto formativo del cittadino

Delega in materia di riordino delle forme contrattuali

La delega è finalizzata a rafforzare le opportunità di ingresso nel mondo del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione, nonché a riordinare i contratti di lavoro vigenti per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto produttivo nazionale e internazionale.
A tal fine vengono individuati i seguenti principi e criteri direttivi:

- individuare e analizzare tutte le forme contrattuali esistenti ai fini di poterne valutare l’effettiva coerenza con il contesto occupazionale e produttivo nazionale e internazionale, anche in funzione di eventuali interventi di riordino delle medesime tipologie contrattuali;

- procedere alla redazione di un testo organico di disciplina delle tipologie contrattuali dei rapporti di lavoro, riordinate secondo quanto indicato alla lettera a), che possa anche prevedere l’introduzione, eventualmente in via sperimentale, di ulteriori tipologie contrattuali espressamente volte a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro, con tutele crescenti per i lavoratori coinvolti;

- introdurre, eventualmente anche in via sperimentale, il compenso orario minimo, applicabile a tutti i rapporti di lavoro subordinato, previa consultazione delle parti sociali;

- procedere all’abrogazione di tutte le disposizioni che disciplinano le singole forme contrattuali, incompatibili con il testo organico di cui alla lettera b), al fine di assicurare certezza agli operatori, eliminando duplicazioni normative e difficoltà interpretative ed applicative.

Delega in materia di conciliazione dei tempi di lavoro con le esigenze genitoriali

La delega ha la finalità di contemperare i tempi di vita con i tempi di lavoro dei genitori. In particolare, l’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di evitare che le donne debbano essere costrette a scegliere fra avere dei figli oppure lavorare.
A tal fine vengono individuati i seguenti principi e criteri direttivi:

- introdurre a carattere universale l’indennità di maternità, quindi anche per le lavoratrici che versano contributi alla gestione separata;

- garantire, alle lavoratrici madri parasubordinate, il diritto alla prestazione assistenziale anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro;

- abolire la detrazione per il coniuge a carico ed introdurre il tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito familiare;

- incentivare accordi collettivi volti a favorire la flessibilità dell’orario lavorativo e l’impiego di premi di produttività, per favorire la conciliazione dell’attività lavorativa con l’esercizio delle responsabilità genitoriali e dell’assistenza alle persone non autosufficienti;

- favorire l’integrazione dell’offerta di servizi per la prima infanzia forniti dalle aziende nel sistema pubblico – privato dei servizi alla persona, anche mediante la promozione del loro utilizzo ottimale da parte dei lavoratori e dei cittadini residenti nel territorio in cui sono attivi.