Cgil Cisl Uil

L’ incontro di oggi in Regione sul patto di sito segna l’inizio di un percorso che ha una prima tappa in un apposito tavolo tecnico che si dovrebbe tenere la prossima settimana e che pertanto, prima di giudizi compiuti, necessita di approfondimenti.

Per Cgil Cisl Uil il confronto tra giunta regionale, Eni e sindacati sull’aggiornamento del patto di sito per la Val d’Agri, a nove anni dalla prima e per certi versi storica stesura, impone un adeguamento sostanziale del documento in modo da tenere conto, innanzitutto, delle mutate condizioni economiche e sociali. “In quasi un decennio il patto di sito ha funzionato discretamente, anche se sono emerse negli ultimi tempi diverse lacune, soprattutto in merito alla tutela dell’occupazione nei cambi d’appalto”: è la valutazione dei sindacati confederali.
I sindacati, nel respingere una prima proposta di Eni, ritenuta “insufficiente e regressiva” rispetto al patto vigente, hanno avanzato la necessità di definire un nuovo documento che “faccia riferimento ai nuovi indirizzi europei in materia di transizione energetica e di decarbonizzazione e delle mutate esigenze di salute e sicurezza emerse con la pandemia”.
Per Cgil Cisl Uil “il patto attuale è l’espressione di un’epoca storica ormai conclusa e necessita pertanto di un profondo rinnovamento sia nell’impianto normativo che nella governance”.
Fondamentale, per i sindacati, sarà il coinvolgimento diretto della società petrolifera in nuovi progetti e investimenti nell’ottica della sostenibilità e dell’occupabilità. “Riteniamo che Eni debba avere un ruolo di primo piano nel nuovo patto di sito in ragione di una precisa responsabilità sociale nei confronti di un territorio che ha dato tanto ma ha ricevuto poco in termini di sviluppo e lavoro”. Cgil Cisl Uil hanno anche ribadito che “la sottoscrizione di un patto di sito dovrà essere una condizione vincolante per il rinnovo della concessione. Non ci accontenteremo – hanno concluso – di impegni vaghi e di qualche euro in più di royalties”.