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	<title>transizione Archivi - Uil Basilicata</title>
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	<title>transizione Archivi - Uil Basilicata</title>
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		<title>IL FONDO SOVRANO NORVEGESE HA REGISTRATO NEL PRIMO SEMESTRE 2021 PROFITTI PER 94 MILIARDI DI EURO. QUANTO AVREBBE PRODOTTO IL FONDO LUCANO?</title>
		<link>https://www.uilbasilicata.it/il-fondo-sovrano-norvegese-ha-registrato-nel-primo-semestre-2021-profitti-per-94-miliardi-di-euro-quanto-avrebbe-prodotto-il-fondo-lucano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Uil Basilicata]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2021 12:40:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È una domanda legittima almeno per noi della Uil che con il Centro Studi sociali e del lavoro e il supporto del Censis già nel 2018 abbiamo lanciato l’idea progettuale con un calcolo preciso: per ogni euro depositato nel Fondo si possono creare circa 1,7 euro di redditi da investimenti per lo sviluppo  [Leggi tutto]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="800" height="400" src="https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/08/235BD2F3-0529-4EE5-B089-29606615FD85.jpeg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/08/235BD2F3-0529-4EE5-B089-29606615FD85-200x100.jpeg 200w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/08/235BD2F3-0529-4EE5-B089-29606615FD85-300x150.jpeg 300w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/08/235BD2F3-0529-4EE5-B089-29606615FD85-400x200.jpeg 400w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/08/235BD2F3-0529-4EE5-B089-29606615FD85-600x300.jpeg 600w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/08/235BD2F3-0529-4EE5-B089-29606615FD85-768x384.jpeg 768w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/08/235BD2F3-0529-4EE5-B089-29606615FD85.jpeg 800w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1497.6px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-person person fusion-person-right fusion-person-1 fusion-person-icon-bottom" style="--awb-pic-style-color:#333c4e;--awb-pic-borderradius:0px;--awb-margin-top:0px;--awb-margin-right:0px;--awb-margin-bottom:0px;--awb-margin-left:0px;--awb-social-box-border-top:0px;--awb-social-box-border-right:0px;--awb-social-box-border-bottom:0px;--awb-social-box-border-left:0px;--awb-social-box-border-color:var(--awb-color3);--awb-social-box-border-color-hover:var(--awb-color4);--awb-social-box-colors-hover:rgba(255,255,255,0.8);--awb-social-icon-boxed-colors:#ffffff;--awb-social-icon-colors:#7e8890;--awb-social-icon-colors-hover:rgba(126,136,144,0.8);"><div class="person-desc" style="background-color:#ffffff;padding:40px;margin-top:0;"><div class="person-author"><div class="person-author-wrapper"><span class="person-name">Vincenzo Tortorelli, Segretario Generale UIL Basilicata</span><span class="person-title"></span></div></div><div class="person-content fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-title title fusion-title-1 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-one"><h1 class="fusion-title-heading title-heading-left fusion-responsive-typography-calculated" style="margin:0;--fontSize:50;line-height:1.15;"><h2>È una domanda legittima almeno per noi della Uil che con il Centro Studi sociali e del lavoro e il supporto del Censis già nel 2018 abbiamo lanciato l’idea progettuale con un calcolo preciso: per ogni euro depositato nel Fondo si possono creare circa 1,7 euro di redditi da investimenti per lo sviluppo e per nuova occupazione</h2></h1></div><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>Il fondo sovrano Norvegese – è di ieri la notizia – ha reso il 9,4% nel primo semestre del 2021, registrando profitti per circa 94 miliardi di euro.<br />
Quanto avrebbe prodotto il fondo sovrano della Basilicata alimentato dalle royalty del petrolio e istituito sul modello norvegese ?</p>
<p>È una domanda legittima almeno per noi della Uil che con il Centro Studi sociali e del lavoro e il supporto del Censis già nel 2018 abbiamo lanciato l’idea progettuale con un calcolo preciso: per ogni euro depositato nel Fondo <strong>si possono creare circa 1,7 euro di redditi da investimenti per lo sviluppo e per nuova occupazione.</strong></p>
<p>Tenuto conto che solo l’Eni in cambio dell’estrazione del petrolio ha versato 1,6 miliardi di euro in poco meno di 20 anni, parliamo di tutt’altre cifre rispetto ai 60 milioni di spesa programmati di recente e tra l’altro per il prossimo triennio da Regione e sindaci del comprensorio petrolifero per il <strong>Programma Operativo Val d’Agri.</strong></p>
<p>Un programma sicuramente utile ai 32 Comuni del POV specie per far fronte ai servizi essenziali ai cittadini ma che servirà a poco per lo sviluppo e soprattutto l’occupazione.</p>
<p>Invece sul modello del fondo sovrano norvegese – il più grande detentore di azioni nei mercati azionari globali, con partecipazioni in circa 9.000 aziende in tutto il mondo – la nostra proposta è ispirata da due sentimenti-guida: quello della generatività delle commodities da far attecchire alla economia di famiglie e imprese lucane, massimizzandone i risultati e quello della destinazione per programmi rivolti alle nuove generazioni.</p>
<p>Il Fondo – sul modello norvegese tradotto nelle competenze e nella strumentazione regionale – arricchito da un impiego prudente sul mercato finanziario, proietta la programmazione al futuro e al dopo-petrolio alimentando un flusso di risorse utili, sia come accumulo di “<strong>previdenza sociale</strong>” per i cittadini lucani e sia per costituire uno stock di risorse a “<strong>tesoreria regionale</strong>”, da investire nello sviluppo del territorio.</p>
<p><em><strong>Tutto questo non solo grazie al petrolio e al gas.</strong></em></p>
<p>C’è inoltre una relazione stretta tra i “<strong>beni</strong> <strong>comuni</strong>”, l’identità e il futuro della regione.</p>
<p>L’ha spiegata bene <em><strong>Giuseppe De Rita</strong> </em>(Censis).<br />
Una relazione che tuttavia deve essere intessuta, architettata perché non è un dato naturale.<br />
Ci vogliono le basi di un nuovo costruire per combinare la risorsa idrica, quella appenninico-forestale e del paesaggio e quella dell’energia petrolifera.</p>
<p><strong><em>Per restare nel concreto nei prossimi 10-20 anni l’indotto del barile petrolifero genera 8-10 miliardi di euro, comprensivi dell’introito dell’Ires ottenuto con la negoziazione sullo Sblocca Italia.</em></strong></p>
<p>A questi valori si possono aggiungere ulteriori risorse rivenienti da politiche di valorizzazione dell’acqua (e dalle concessioni per lo sfruttamento di acque minerali attualmente incassate dalla Regione) e dei prodotti delle foreste demaniali (circa 18,6 milioni di euro di introiti all’anno).</p>
<p><strong><em>Fondo che rimarrebbe investito fino alla sua scadenza (fra 70-80 anni) e, con una gestione accorta, potrebbe avere un rendimento annuo medio prudenziale del 3-4% e quindi fruttare, a scadenza, circa 56-60 miliardi.</em></strong></p>
<p>Con un obiettivo preciso che non è quello di erogare soldi ai cittadini, ma di creare una riserva di valore crescente, da spendere quando il petrolio scemerà, per ristorare le future generazioni, stimando una curva di invecchiamento della popolazione.</p>
<p>Per la Uil è dunque tempo subito dopo questa pausa di agosto di pensare agli <strong>Stati generali dell’energia </strong>per affrontare questi problemi e superare i ritardi e le sottovalutazioni che si registrano in Basilicata in tema di transizione energetica nonostante da tempo Cgil, Cisl, Uil a livello nazionale abbiano lanciato la piattaforma unitaria per <strong><em>la</em></strong> <em><strong>giusta transizione </strong></em>che a livello regionale abbiamo declinato nei differenti aspetti.</p>
<p>Lo richiede il <strong>Recovery Fund</strong> che concentra le risorse principalmente su due driver: <strong>rendere le aree metropolitane veramente green e l’idrogeno che per noi ha anche un altro valore per accompagnare i programmi di costruzione di nuove auto alimentate ad idrogeno.</strong></p>
<p>C’è inoltre una relazione stretta tra i “<strong>beni</strong> <strong>comuni</strong>”, l’identità e il futuro della regione.</p>
<p>L’ha spiegata bene <em><strong>Giuseppe De Rita</strong> </em>(Censis).<br />
Una relazione che tuttavia deve essere intessuta, architettata perché non è un dato naturale.<br />
Ci vogliono le basi di un nuovo costruire per combinare la risorsa idrica, quella appenninico-forestale e del paesaggio e quella dell’energia petrolifera.</p>
<p><strong><em>Per restare nel concreto nei prossimi 10-20 anni l’indotto del barile petrolifero genera 8-10 miliardi di euro, comprensivi dell’introito dell’Ires ottenuto con la negoziazione sullo Sblocca Italia.</em></strong></p>
</div><div class="fusion-sharing-box fusion-sharing-box-1 boxed-icons has-taglines layout-floated layout-medium-floated layout-small-floated" style="background-color:rgba(250,249,248,0);padding:0;--awb-layout:row;--awb-alignment-small:space-between;" data-title="Tag: transizione" data-description="È una domanda legittima almeno per noi della Uil che con il Centro Studi sociali e del lavoro e il supporto del Censis già nel 2018 abbiamo lanciato l’idea progettuale con un calcolo preciso: per ogni euro depositato nel Fondo si possono creare circa 1,7 euro di redditi da investimenti per lo sviluppo e" data-link="https://www.uilbasilicata.it/tag/transizione/"><h4 class="tagline" style="color:#0289ea;">Condividi questo articolo !</h4><div class="fusion-social-networks sharingbox-shortcode-icon-wrapper sharingbox-shortcode-icon-wrapper-1 boxed-icons"><span><a href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.uilbasilicata.it%2Ftag%2Ftransizione%2F&amp;t=Tag%3A%20transizione" target="_blank" rel="noreferrer" title="Facebook" aria-label="Facebook" data-placement="Right" data-toggle="tooltip" data-title="Facebook"><i class="fusion-social-network-icon fusion-tooltip fusion-facebook awb-icon-facebook" style="color:#ffffff;background-color:#3b5998;border-color:#3b5998;border-radius:4px;" aria-hidden="true"></i></a></span><span><a href="https://x.com/intent/post?text=Tag%3A%20transizione&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.uilbasilicata.it%2Ftag%2Ftransizione%2F" target="_blank" rel="noopener noreferrer" title="X" aria-label="X" data-placement="Right" data-toggle="tooltip" data-title="X"><i class="fusion-social-network-icon fusion-tooltip fusion-twitter awb-icon-twitter" style="color:#ffffff;background-color:#000000;border-color:#000000;border-radius:4px;" aria-hidden="true"></i></a></span><span><a href="mailto:?subject=Tag%3A%20transizione&amp;body=https%3A%2F%2Fwww.uilbasilicata.it%2Ftag%2Ftransizione%2F" target="_self" title="Email" aria-label="Email" data-placement="Right" data-toggle="tooltip" data-title="Email"><i class="fusion-social-network-icon fusion-tooltip fusion-mail awb-icon-mail" style="color:#ffffff;background-color:#000000;border-color:#000000;border-radius:4px;" aria-hidden="true"></i></a></span></div></div></div></div></div></div>
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		<title>Stellantis, modello Melfi e nuovo piano per la crescita ed il lavoro in Basilicata</title>
		<link>https://www.uilbasilicata.it/stellantis-modello-melfi-e-nuovo-piano-per-la-crescita-ed-il-lavoro-in-basilicata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Uil Basilicata]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Apr 2021 20:59:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il primo confronto Stellantis-sindacati di categoria a Torino contestualmente alle priorità – difesa della produzione e dell’occupazione diretta ed indotta – si deve pensare al futuro. Per questo la questione delle nuove scelte di politica dell’auto con Stellantis e per lo stabilimento di Melfi può essere centrale in un piano della ripresa  [Leggi tutto]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="990" height="557" src="https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/00_jeep_compass_melfi_plant_01.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/00_jeep_compass_melfi_plant_01-200x113.jpg 200w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/00_jeep_compass_melfi_plant_01-300x169.jpg 300w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/00_jeep_compass_melfi_plant_01-400x225.jpg 400w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/00_jeep_compass_melfi_plant_01-600x338.jpg 600w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/00_jeep_compass_melfi_plant_01-768x432.jpg 768w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/00_jeep_compass_melfi_plant_01-800x450.jpg 800w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/00_jeep_compass_melfi_plant_01.jpg 990w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1497.6px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-person person fusion-person-right fusion-person-2 fusion-person-icon-bottom" style="--awb-pic-style-color:#333c4e;--awb-pic-borderradius:0px;--awb-margin-top:0px;--awb-margin-right:0px;--awb-margin-bottom:0px;--awb-margin-left:0px;--awb-social-box-border-top:0px;--awb-social-box-border-right:0px;--awb-social-box-border-bottom:0px;--awb-social-box-border-left:0px;--awb-social-box-border-color:var(--awb-color3);--awb-social-box-border-color-hover:var(--awb-color4);--awb-social-box-colors-hover:rgba(255,255,255,0.8);--awb-social-icon-boxed-colors:#ffffff;--awb-social-icon-colors:#7e8890;--awb-social-icon-colors-hover:rgba(126,136,144,0.8);"><div class="person-desc" style="background-color:#ffffff;padding:40px;margin-top:0;"><div class="person-author"><div class="person-author-wrapper"><span class="person-name">CGIL CISL UIL</span><span class="person-title"></span></div></div><div class="person-content fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-one"><h1 class="fusion-title-heading title-heading-left fusion-responsive-typography-calculated" style="margin:0;--fontSize:50;line-height:1.15;"><h2>Dopo il primo confronto Stellantis-sindacati di categoria a Torino contestualmente alle priorità –<br />
difesa della produzione e dell’occupazione diretta ed indotta – si deve pensare al futuro. Per<br />
questo la questione delle nuove scelte di politica dell’auto con Stellantis e per lo stabilimento di<br />
Melfi può essere centrale in un piano della ripresa post Covid nella regione e nel nostro Paese.</h2></h1></div><div class="fusion-text fusion-text-2"><p>L’auspicio e l’impegno di tutte le parti in campo deve tendere a costruire relazioni costruttive ed efficaci per mettere in valore, anche con la nuova primaria azienda mondializzata di Stellantis, il patrimonio complessivo di produzione e di lavoro qualificato racchiuso negli insediamenti italiani, meridionali e specie in quello avanzato – per noi “di punta” &#8211; di S. Nicola di Melfi.</p>
<p>L’idea di fondo è di far vivere la dotazione, il patrimonio, la capacità produttiva dello stabilimento di Melfi come fondamentale per le politiche industriali del Paese per l’eccellenza dell’impiantistica per l’avanzato processo produttivo e dei prodotti che spaziano dall’elettrico all’ibrido.</p>
<p>Il tema centrale è salvaguardare gli asset che fanno del distretto di Melfi un “unicum” valido come cultura industriale, complesso di competenze, conoscenze suscettibili di ulteriore impiego ed avanzamento nelle strategie di Stellantis.</p>
<p>L’unica strada per ottenere tale risultato è quella di garantire il rafforzamento dello stabilimento di Melfi, il suo radicamento permanente sul territorio. In un mondo in cui, causa anche la crisi economica da Covid, gli assetti produttivi cambiano e tendono a “dimagrire”, per radicare lo stabilimento di Melfi occorre garantire a Stellantis un vantaggio competitivo rispetto ad altre aree di localizzazione produttiva. Tale vantaggio competitivo non può che consistere nel mettere il sistema della ricerca regionale (iniziando dal campus di San Nicola di Melfi) e risorse finanziarie regionali (rivenienti dal Pnrr o dai prossimi fondi SIE) al servizio di un progetto di innovazione tecnologica nelle motorizzazioni (ad es. creando un polo dei motori ad idrogeno) che abbia nello stabilimento di Melfi la sua naturale finalizzazione produttiva.</p>
<p>Accanto a ciò, è necessario prevedere la finalizzazione delle necessarie infrastrutture, iniziando da una maggiore pressione sul Governo nazionale per completare la linea ad Alta Capacità Napoli-Bari, che da Candela si aggancia allo stabilimento, e continuando con il completamento del raddoppio della SS Potenza-Melfi e con l’ammodernamento dell’infrastrutturazione dell’area industriale di San Nicola di Melfi, su richiesta specifica dell’azienda, avvicinando anche fisicamente i fornitori di prima e seconda fascia, in modo da creare un polo territoriale compatto dell’automotive.</p>
<p>Pensiamo che la contingenza della ristrutturazione produttiva della Stellantis, quarto gruppo auto su scala mondiale, debba essere assunta dalla Regione nel suo complesso come occasione per riportare il confronto sindacati, istituzioni governative e casa automobilistica al centro delle questioni di nuova strategia dell’automotive, con grande capacità di comprensione e di compartecipazione al rilancio del comparto.</p>
<p>Una iniziativa importante di grande attenzione da parte regionale, del governo regionale secondo le attese della comunità locale ,anche costruendo relazioni nuove ed efficaci sul piano orizzontale con le altre regioni dell’automotive italiana ed in verticale, attenzionando le funzioni ministeriali preposte  e le centrali rappresentative della grande impresa ,per concorrere ,in modo franco e costruttivo, a rappresentare la centralità del patrimonio rilevante e valido degli insediamenti industriali auto italiani.</p>
<p>Tutto questo nel quadro di un grande rilancio delle prospettive di mercato e di diversificazione della modellistica dell’auto, secondo una linea di sostegno alla transizione energetica riferita alla mobilità sostenibile. In prospettiva delle nuove strategie di Stellantis occorre spingersi oltre con una ricerca e riflessione profonda, come per ritrovare un filo nell’intreccio di diversi piani: quello globale su cui si spinge la nuova fusione di Stellantis, quello europeo, nazionale e locale.</p>
<p>La nostra idea: organizzare una iniziativa valida, documentata, affidabile e ricorrente, anche con l’apporto delle confederazioni sindacali locali e nazionali, che affermi e valorizzi la centralità per il Paese del &#8220;modello Melfi&#8221;, come polo di eccellenza, come frontiere dell&#8217;industria, come luogo di alta cultura produttiva e di relazioni industriali, come distretto sociale e quindi come motore dello sviluppo nella post-globalizzazione.</p>
<p>Una iniziativa regionale di vasta portata che traduca questa idea del ‘modello Melfi’ in progettualità condivise ed in decisioni concrete inserite nella destinazione delle risorse rivenienti dal PNRR e da altri canali per accompagnare il processo di consolidamento di Stellantis e del modello auto- motive di Melfi e del Mezzogiorno.</p>
</div><div class="fusion-image-element " style="--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-none"><img decoding="async" width="1200" height="797" title="fiat-melfi" src="https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/fiat-melfi.jpg" alt class="img-responsive wp-image-3114" srcset="https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/fiat-melfi-200x133.jpg 200w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/fiat-melfi-400x266.jpg 400w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/fiat-melfi-600x399.jpg 600w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/fiat-melfi-800x531.jpg 800w, https://www.uilbasilicata.it/wp-content/uploads/2021/04/fiat-melfi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></span></div><div class="fusion-text fusion-text-3"><p>Per questa operazione di compartecipazione al rilancio del settore auto è essenziale che la Regione si attrezzi e promuova una struttura di osservazione e di autorevole referenza sull’auto e sul territorio. Una’ unità di progetto automotive’ composta da esperti di livello nazionale e con l’apporto sindacale per supportare in modo autorevole e convincente il dibattito e l’iniziativa pubblica locale e del Paese; con una capacità di intervento qualificato e di alto livello tecnico scientifico nei campi delle politiche industriali e dell’auto. Una ‘struttura speciale’ con il compito di delineare misure concrete nei campi fiscale e dell’agevolazione, di rilancio infrastrutturale-localizzativo e di nuovi modelli di organizzazione del lavoro.</p>
<p>Occorre un vero Piano strategico Basilicata-Distretto manifatturiero automotive declinato nei diversi ambiti urbanistico-territoriale –ambientale.</p>
<p>La Regione deve giocare un ruolo assolutamente nuovo e preminente nella concreta definizione delle esternalità e dei fattori di convenienza intorno al polo automotive di Melfi, con interventi consistenti nelle diverse e progressive risorse europee e con ogni altra posta finanziaria importante.</p>
<p>A partire dalla sperimentazione, ricerca e sostegno dei processi produttivi  dell’auto elettrica, incluso il tema della produzione dei motori ad idrogeno che è in sintonia con la definizione concreta di nuovi segmenti di transizione energetica nella regione e nel Paese.</p>
<p>La sfida dell’elettrico e dei motori sostenibili è un vero banco di prova per creare un ecosistema funzionale, un set di servizi, per offrire all’utenza auto del nostro tempo tutto ciò che serve per scegliere di guidare una vettura a basso consumo energetico.</p>
<p>E poi occorre rafforzare con immediatezza e rendere più attrattivo il polo di Melfi con la realizzazione a tempi brevi di una fitta rete di infrastrutturazione materiale ed immateriale, qualificando le esternalità dell’area, la logistica, la definizione a raggiera di ‘connessioni veloci’ verso i corridoi Adriatico-Tirrenico e sul versante Ionico. Tutto questo con uno snodo ferro-gomma merci-persone attrezzato a S.Nicola ,e collegamenti speciali e strutturati con l’alta velocita Napoli-Bari e verso il porto di Taranto lungo le aree Zes.</p>
<p>Significativa è inoltre la strutturazione di una linea di ricerca e formazione e dell’istruzione legata alla meccatronica, alla progettazione di nuovi modelli auto, con Its dedicati, master post-universitari di Unibas e con apparentamenti interuniversitari. Inclusa la istituzione di Academy e di centri di trasferimenti delle competenze sul modello Arduino e S. Giovanni a Teduccio.</p>
<p>Una manovra che preluda ad un’ulteriore affidabilità della grande azienda per la formazione di nuove e giovani generazioni connesse alla fabbrica 4.0.</p>
<p>L’idea di fondo è che la Basilicata, con una programmazione mirata al rilancio dell’economia e della competitività del territorio, metta in sicurezza l’ambiente e rafforzi i sistemi produttivi e, contestualmente, valorizzi, in un quadro sostenibile, le numerose risorse naturali di cui dispone: acqua, energia, agroforestale, cultura dei luoghi, ruralità.</p>
<p>Una nuova regione nel Mezzogiorno interno che riassuma tradizione ed innovazione industriale, le vie di un nuovo periodo di risalita nella capacità di produzione, nel sociale nell’occupazione.</p>
</div><div class="fusion-sharing-box fusion-sharing-box-2 boxed-icons has-taglines layout-floated layout-medium-floated layout-small-floated" style="background-color:rgba(250,249,248,0);padding:0;--awb-layout:row;--awb-alignment-small:space-between;" data-title="Tag: transizione" data-description="Dopo il primo confronto Stellantis-sindacati di categoria a Torino contestualmente alle priorità –
difesa della produzione e dell’occupazione diretta ed indotta – si deve pensare al futuro. Per
questo la questione delle nuove scelte di politica dell’auto con Stellantis e per lo stabilimento di
Melfi può essere centrale in un piano della ripresa post Covid nella regione" data-link="https://www.uilbasilicata.it/tag/transizione/"><h4 class="tagline" style="color:#0289ea;">Condividi questo articolo !</h4><div class="fusion-social-networks sharingbox-shortcode-icon-wrapper sharingbox-shortcode-icon-wrapper-2 boxed-icons"><span><a href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.uilbasilicata.it%2Ftag%2Ftransizione%2F&amp;t=Tag%3A%20transizione" target="_blank" rel="noreferrer" title="Facebook" aria-label="Facebook" data-placement="Right" data-toggle="tooltip" data-title="Facebook"><i class="fusion-social-network-icon fusion-tooltip fusion-facebook awb-icon-facebook" style="color:#ffffff;background-color:#3b5998;border-color:#3b5998;border-radius:4px;" aria-hidden="true"></i></a></span><span><a href="https://x.com/intent/post?text=Tag%3A%20transizione&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.uilbasilicata.it%2Ftag%2Ftransizione%2F" target="_blank" rel="noopener noreferrer" title="X" aria-label="X" data-placement="Right" data-toggle="tooltip" data-title="X"><i class="fusion-social-network-icon fusion-tooltip fusion-twitter awb-icon-twitter" style="color:#ffffff;background-color:#000000;border-color:#000000;border-radius:4px;" aria-hidden="true"></i></a></span><span><a href="mailto:?subject=Tag%3A%20transizione&amp;body=https%3A%2F%2Fwww.uilbasilicata.it%2Ftag%2Ftransizione%2F" target="_self" title="Email" aria-label="Email" data-placement="Right" data-toggle="tooltip" data-title="Email"><i class="fusion-social-network-icon fusion-tooltip fusion-mail awb-icon-mail" style="color:#ffffff;background-color:#000000;border-color:#000000;border-radius:4px;" aria-hidden="true"></i></a></span></div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.uilbasilicata.it/stellantis-modello-melfi-e-nuovo-piano-per-la-crescita-ed-il-lavoro-in-basilicata/">Stellantis, modello Melfi e nuovo piano per la crescita ed il lavoro in Basilicata</a> proviene da <a href="https://www.uilbasilicata.it">Uil Basilicata</a>.</p>
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