“La fotografia che ci consegna oggi Il Sole 24 Ore con la Basilicata – con il 68,7% dei Comuni, 90 su 131 – che è la regione con la maggiore percentuale di comuni in forte spopolamento (tasso di crescita continuo negativo, inferiore al -4 per mille annuo), dovrebbe diventare l’ennesimo campanello d’allarme utile a concentrare ogni sforzo per bloccare l’emorragia demografica, prima emergenza sociale”.
Lo afferma il segretario regionale della Uil Vincenzo Tortorelli aggiungendo che “altro dato, anche questo non nuovo, che ci viene consegnato riguarda il 72,5% dei nostri comuni classificati periferici o ultraperiferici, a conferma della marginalità che vivono i tre quarti delle comunità locali. L’altra faccia dello spopolamento è il crescente disagio sociale che sfocia nell’aumento delle famiglie lucane in povertà. Altro tema è quello dei servizi, la cui assenza accentua via via nel tempo un processo di spopolamento, o comunque di impoverimento, vista la migrazione di giovani e l’innalzamento progressivo dell’età media. Non c’è più tempo e non si possono più rinviare scelte di programmazione sempre più urgenti come in tema di Pnrr e di fondi europei destinati alla Basilicata per i prossimi cinque anni. Occorre pensare ad un modello di società diversa: è necessario intervenire per sostenere questo disagio economico e, soprattutto, investire sul lavoro stabile e di qualità che possa portare un nuovo slancio nella nostra regione, riattivando i consumi e quindi la produzione industriale.
In questo senso le risorse economiche del PNRR e dei fondi strutturali europei – afferma Tortorelli – possono essere un’occasione fondamentale per questa svolta, ma è opportuno coinvolgere tutti gli attori a partire dalle parti sociali. Per tutto questo, come abbiamo nuovamente denunciato nel recente Seminario di Matera sull’Autonomia Differenziata, il “Ddl ammazza Sud” di Calderoli e del Governo – che mina le fondamenta dell’unità e la coesione nazionale, spaccherà il Paese in due, penalizzando chi ha di meno e avvantaggiando chi ha di più – va fermato. Questo provvedimento ancora non è legge dello Stato, ma ha già iniziato a dispiegare i suoi effetti secessionisti.
Per ridurre le diseguaglianze sempre più marcate fra una parte e l’altra del Paese e, allo stesso tempo, per aiutare la convergenza del Mezzogiorno verso il resto della Nazione, occorre rilanciare un patto per lo sviluppo, la crescita economica in Basilicata e la difesa del welfare, incentivando la contrattazione aziendale: senza salari adeguati al recupero del potere d’acquisto perso negli ultimi anni – circa il 10% – il rischio è di una stagnazione con un ulteriore aumento delle diseguaglianze e della povertà”. Contro lo spopolamento è questo il momento di scelte coraggiose

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