di UIL

Si è tenuta stamattina a Potenza, nella sede UIL Basilicata di via Napoli, la conferenza stampa di CGIL, CISL e UIL sulla sanità lucana, dalla gestione dell’emergenza sanitaria al modello di riordino da parte del governo regionale il cui giudizio, se dovessero essere confermate le ipotesi in atto, non può che essere di profonda insoddisfazione.

All’incontro con la stampa è stato presentato il documento unitario “Prima i bisogni di salute dei lucani. Si parta dai contenuti e non dal contenitore” che contiene una serie di valutazioni e proposte alla giunta regionale al fine di tutelare il diritto alla salute e al lavoro.

CGIL, CISL e UIL esprimono un giudizio ed una valutazione di profonda insoddisfazione per il modello di riordino della sanità lucana presentato di recente con un disegno di legge della Giunta regionale.
Una manovra di riordino che si configura ed appare come un mero esercizio burocratico, un semplice “aggiustamento” teso a rimettere mano agli assetti di potere delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere. Così non va!
Dopo tanti mesi di immobilismo ed a ridosso di un’emergenza sanitaria senza precedenti, il governo regionale non può pensare a “rimpicciolire” le questioni, cavandosela con un riordino avulso da quel modello di nuova e diversa sanità che l’emergenza pandemica richiede.

L’impianto del disegno di legge, infatti, è carente di visione politica strategica, della capacità di lettura dei nuovi processi socio-sanitari e non coglie l’aspettativa di larghi strati dell’opinione pubblica e dei cittadini, per avviare una svolta vera nello “stato attuale delle cose” del Servizio sanitario regionale.

CGIL CISL e UIL sono convinte che occorra altro e chiedono con forza e convinzione al Presidente Bardi che si cambi l’impostazione e si ripristini il metodo ed il merito della buona programmazione sanitaria, di guida e di orientamento basilare dell’insieme del sistema, superando coraggiosamente ogni raffazzonato comportamento che genera ormai nella comunità regionale incertezza e confusione.

Lo richiedono, esprimendo la convinzione che si possa ancora modificare l’impostazione prospettata nel disegno di legge in questione. Nel qual caso, responsabilmente, le Confederazioni avrebbero spazio e condizioni nuove per offrire un contributo costruttivo al miglioramento del sistema sanitario, secondo un modello di compartecipazione.

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Piano_Sanitario_Cgil-Cisl-UIL

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